Home working e infortuni: come proteggersi?

di Daniele Pace Commenta

Alcune informazioni necessarie per essere preparati in questo particolare ambito

Più che una frase fatta, una frase vera: la sicurezza non è mai troppa. Ne sanno qualcosa i quasi 8 milioni di lavorati italiani che lo scorso marzo, e nel giro di una notte, si sono trovati costretti a dover rivedere il proprio modo di concepire la quotidianità prima e l’attività professionale dopo.

home working
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Il primo lockdown ha cambiato le abitudini di ciascuno, portando i professionisti sempre più lontano dall’ufficio. In camera da pranzo hanno iniziato a diventare familiari videocall e riunioni di lavoro, mentre la parola home working, che fino a poco tempo fa era prerogativa per pochi, diventava di uso comune.

Quel futuro di cui spesso si parlava con un po’ di scetticismo è diventato ben presto presente, tra opportunità, rischi e anche e soprattutto interrogativi. Il primo? Riguardante proprio la sicurezza. Che correlazione c’è tra lavoro agile e infortuni domestici? Quando interviene la copertura assicurativa dell’Inail?

Infortuni domestici e lavoro da casa: cosa dice la legge

Tante domande, un’unica risposta. In tema di sicurezza e lavoro, è intervenuta la stessa Inail, con un documento indirizzato al lavoratore e al rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, in cui è stato ribadito quanto previsto dalla Legge n.81 del 22 maggio 2017, recante le “Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l’articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato”.

Nello specifico, l’informativa ricorda l’impegno del datore di lavoro nel dover garantire “la salute e la sicurezza del lavoratore, che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile” secondo le normative previste in un testo scritto, con cadenza almeno annuale, nel quale vengono “individuati i rischi generali e i rischi specifici connessi alla particolare modalità di esecuzione del rapporto di lavoro”.

Allo stesso tempo, però, anche il lavoratore è “tenuto a cooperare all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione all’esterno dei locali aziendali”.

Per quanto concerne le misure di prevenzione generali richieste allo smart worker, il documento riporta le indicazioni da seguire per non mettere a rischio la propria sicurezza:

  • Cooperare con diligenza all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione predisposte dal datore di lavoro (DL) per fronteggiare i rischi connessi all’esecuzione della prestazione in ambienti indoor e outdoor diversi da quelli di lavoro abituali;
  • Non adottare condotte che possano generare rischi per la propria salute e sicurezza o per quella di terzi;
  • Individuare, secondo le esigenze connesse alla prestazione stessa o dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e adottando principi di ragionevolezza, i luoghi di lavoro per l’esecuzione della prestazione lavorativa in smart working rispettando le indicazioni previste dalla presente informativa;
  • In ogni caso, evitare luoghi, ambienti, situazioni e circostanze da cui possa derivare un pericolo per la propria salute e sicurezza o per quella dei terzi.

Oltre a questi importanti consigli, utile potrebbe essere la sottoscrizione di un’assicurazione personalizzabile e utile per proteggere sé stessi e i propri cari come Pronto Protetto Via Special di MetLife, ideale per chi è impegnato con l’home working.

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