Come diventare Freelancer: guida per lavoro da freelance

di GianniPug Commenta

La professione del Freelancer è poco conosciuta in Italia, anche se per via della recente pandemia c’è stato un picco nell’aumento dei lavoratori in smart working. Dopotutto, lavorare da casa significa avere ritmi differenti e per molti, significa anche risparmiare (niente benzina da pagare, nessun abbonamento metro da fare).

Ma cos’è il freelancer? Diventare freelancer è differente dal lavorare a casa in smart working. Chi fa smart working di solito è un dipendente di una società o azienda, che per alcuni giorni a settimana può evitare di andare in ufficio e lavorare al pc da casa propria.

Un professionista freelance invece è un cosiddetto “lavoratore autonomo”: possiede un proprio giro di clienti con cui collabora su progetti differenti e con durate variabili. Un progetto di lavoro può richiedere giusto un paio di settimane, mentre altri progetti richiedono magari un lavoro stabile ogni mese.

Come lavorare da freelancer online: i primi passi

Ma come si può trovare lavoro come freelancer? Da dove iniziare? Cominciamo con lo specificare che molte professioni possono essere svolte da freelancer. In certi casi, non è necessario nemmeno avere una laurea per lavorare come freelancer: le aziende che assumono freelancer spesso richiedono solo di avere esperienze pratiche nel settore.

Ciò non significa che una laurea non possa aiutare: per fare un banale esempio, molti traduttori lavorano come freelance. E quando si cercano clienti per lavorare online, un traduttore che ha sul curriculum una laurea in lingue o comunque certificazioni sul livello di Inglese, parte sicuramente avvantaggiato rispetto agli altri.

Dall’altro lato però, un freelance che magari ha solo attestati di inglese e tanta esperienza con varie aziende o clienti, può avere un gran vantaggio rispetto a un laureato fresco di titolo che comincia subito a cercare lavoro e ha zero esperienza sul campo.

Il consiglio principale per iniziare a lavorare da freelancer è quello di trovare un proprio settore: traduzione, scrittura di contenuti online, marketing, SEO (Search Engine Optimization), graphic designer, giornalista, programmatore (e ce ne sono molte altri di professioni freelance).

Dopo, bisogna imparare il mestiere: ci si può formare con un corso di laurea, ma anche con corsi più brevi online. Non sottovalutate l’apprendimento online: per esempio, da poco sono stati lanciati i corsi di laurea di Google. Corsi intensivi dalla durata di 6 mesi che costano qualche centinaio di euro, fatti da professionisti, e che Google considera in pratica equivalenti ad una laurea (almeno per il loro processo di assunzione).

Cosa serve per lavorare da freelancer: una breve lista

Dopo aver scelto un settore dove lavorare ed aver ricevuto una formazione, bisogna cominciare a cercare dei clienti. I freelancer infatti non sono dipendenti interni a un’azienda, ma dipendenti esterni oppure collaborano a progetto.

I freelance lavorano online: avere un computer e una buona connessione è il requisito basilare. Per trovare lavoro come freelancer, esistono portali di lavoro online come UpWork (che è il più grande al mondo) dove bisogna registrarsi e crearsi un profilo prima di poter cercare lavori su questi portali.

Esistono anche forum dove cercare lavoro (ad esempio “Proz.com” per i traduttori), e poi c’è l’immancabile LinkedIn (o l’alternativa GlassDoor). Avere una presenza online è fondamentale: partite dalle basi, con un profilo LinkedIn completo. Scegliete poi qualche portale di lavoro adatto alla vostra professione e iscrivetevi (registrarsi è sempre gratuito: diffidate dai portali di lavoro che richiedono un pagamento per l’iscrizione).

Conoscere bene l’inglese può essere di grande aiuto: molte delle offerte di lavoro provengono da clienti stranieri. Ma lavorando come freelancer, potrete accettarle tranquillamente e lavorare da casa in tutta tranquillità, senza bisogno di trasferirsi in un altro paese.

Come lavorare da freelance senza partita IVA?

Lavorare come freelancer in Italia significa diventare un lavoratore autonomo. Per gestire i pagamenti, un freelancer può farsi pagare tramite bonifico bancario o anche su portafogli virtuali come PayPal.

Gestire le finanze e i pagamenti, lavorare online, inviare email di lavoro con dettagli confidenziali: tutte queste attività è bene farle con una connessione protetta. Specialmente se lavorate fuori casa portando con voi il vostro pc (per esempio andando in una caffetteria, una biblioteca o un coworking).

In casi del genere, molti professionisti freelance scelgono di affidarsi solo alle migliori VPN per l’Italia per navigare in sicurezza su Internet mentre lavorano dal PC. Dopotutto, una VPN usa la crittografia a 256 bit per proteggere le connessioni del vostro computer.

Ma quando si tratta dei pagamenti, un freelancer deve emettere fattura e avere regolare partita IVA? Sappiamo bene tutti quanto sia alta la pressione fiscale in Italia e quando si inizia una nuova attività come il freelancing, spesso avere una partita IVA è più un peso che un aiuto.

Ma si può lavorare online senza partita IVA? Per la precisione si: qui di seguito ci sono le condizioni che però dovete rispettare per lavorare come freelancer senza partita IVA.

  • Fatturato annuo lordo inferiore a 5000
  • Non dovete lavorare per più di 30 giorni con lo stesso cliente
  • L’attività non deve essere abituale ma saltuaria (lavorare per esempio su un progetto ogni mese per un cliente, significa avere un rapporto continuo nel corso dell’anno)

In caso rientrate in queste condizioni, allora potete lavorare emettendo una ritenuta d’acconto: ovvero una ricevuta per prestazione occasionale. In questi casi l’aliquota è del 20% e la deve pagare il datore di lavoro. Voi dovrete invece comprare una marca da bollo da €2 per applicarla sulla ritenuta d’acconto.

In caso invece non rispettiate le condizioni qui sopra elencate, dovrete aprire regolare partita IVA: essendo a inizio attività, potrete sicuramente accedere al regime forfettario che molti vantaggi e una tassazione generale più bassa della normale partita IVA.

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