Prescrizione presuntiva (II)

di Giuseppe Commenta

É dunque una situazione differente dalla prescrizione ordinaria, in cui dopo un certo periodo di tempo..

La conseguenza fondamentale dello scattare della prescrizione presuntiva è che si inverte l’onere della prova: in caso di controversia, infatti, non sarà più l’acquirente a dover dimostrare di aver pagato quanto dovuto, ma al contrario sarà il venditore a dover dimostrare che il pagamento non è avvenuto.

É dunque una situazione differente dalla prescrizione ordinaria, in cui dopo un certo periodo di tempo (normalmente dieci anni) il diritto di credito è perduto per sempre. In questo caso, invece, è ancora possibile per il venditore far valere i propri diritti, ma purché riesca a dimostrare che essi sussistono ancora.


La legge, però, ammette un unico mezzo di prova per fronteggiare la prescrizione presuntiva: il giuramento. Il venditore potrà chiedere cioè alla controparte di giurare di fronte al giudice che il pagamento è davvero avvenuto. Il giuramento è un atto particolarmente grave, che può dar luogo a conseguenze anche penali in caso di falsità nelle dichiarazioni rese.


Il periodo di tempo dopo cui scatta la presunzione presuntiva varia a seconda del tipo di contratto intercorso fra le parti. In particolare, sono gli articoli del Codice Civile dal n. 2954 al n. 2956 a stabilire quanto segue:

    i diritti degli albergatori e dei ristoratori per le prestazioni di vitto e alloggio si prescrivono dopo sei mesi;

    i diritti dei commercianti, dei farmacisti, dei prestatori di lavoro subordinato e degli insegnanti per i periodi lavorativi inferiori al mese si prescrivono dopo un anno;

    i diritti dei professionisti e quelli di insegnanti e lavoratori subordinati per periodi superiore al mese si prescrivono dopo tre anni.

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