Studi di settore, nessun controllo tra ravvedimento e dialogo

di GianniPug Commenta

Studi di settore, nessun controllo tra ravvedimento e dialogo. Una precisazione dell'Agenzia delle Entrate per chi ha sbagliato la dichiarazione ma vuole rimediare all'errore.

L’Amministrazione finanziaria dà sempre un’opportunità ai contribuenti, anche a quelli che sbagliano, di pagare il dovuto beneficiando di sanzioni ridotte. Naturalmente questo “regime di favore” è appannaggio delle imprese che sanno dialogare con l’amministrazione e sanno/vogliono sfruttare il ravvedimento

In particolare, l’Agenzia ripone nel “cassetto fiscale” dell’interessato (a cui può accedere anche l’eventuale intermediario delegato):

  • l’invito a presentare i modelli degli studi, se il contribuente, pur obbligato, non vi ha provveduto
  • i modelli trasmessi
  • l’elenco delle anomalie emerse in fase di trasmissione della dichiarazione sulla base dei controlli telematici previsti tra i quadri contabili di Unico e i dati degli studi
  • le segnalazioni inviate dal contribuente o dal suo intermediario, tramite la specifica procedura, per comunicare eventuali giustificazioni in merito a situazioni di non congruità, non normalità e/o non coerenza o per fornire dettagli sulle cause di esclusione o di inapplicabilità
  • le comunicazioni di anomalie rilevate dall’Agenzia analizzando i dati dichiarati ai fini degli studi o le altre fonti informative disponibili
  • le risposte inviate dal contribuente relative a comunicazioni di anomalie nei dati dichiarati
  • le statistiche relative ai dati dichiarati ai fini degli studi di settore (queste sono pubblicate sul sito internet dell’Agenzia, consultabili liberamente e gratuitamente)
  • il prospetto su base pluriennale dell’andamento dei dati dichiarativi relativi agli studi applicati
  • il documento di sintesi dell’esito dell’applicazione degli studi sulla base dell’ultima versione di Gerico, comprensivo del posizionamento degli indicatori di coerenza e di normalità e dell’indicazione sull’accesso al regime premiale.

In caso di comunicazioni di anomalie, se non è stato delegato alcun intermediario, l’Agenzia avvisa dell’avvenuto aggiornamento del “cassetto” tramite gli indirizzi di posta elettronica certificata attivati dai contribuenti. A quelli abilitati ai servizi telematici recapita un avviso personalizzato nell’area autenticata e invia, ai riferimenti dagli stessi indicati, un messaggio di posta elettronica o un sms. Le stesse informazioni sono messe a disposizione anche della Guardia di finanza.

Tutte queste informazioni sono riportate da FiscoOggi, la rivista telematica dell’Erario che spiega ancora:

I contribuenti interessati da comunicazioni di anomalie o da situazioni di non congruità, non normalità e/o non coerenza o, ancora, da cause di esclusione o inapplicabilità, possono fornire – anche tramite intermediario delegato – chiarimenti e precisazioni, utilizzando gli appositi software disponibili sul sito delle Entrate.
Inoltre, anche alla luce degli elementi e delle informazioni rese note dall’Agenzia, possono decidere di rimediare a eventuali errori e omissioni avvalendosi del rinnovato istituto del ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni, modulata in base alla tempestività della correzione (articolo 1, comma 637, legge 190/2014).

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