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Agricoltura fra crisi e ripresa

Il settore agricolo ha subito in misura pesante l’avvento della crisi globale. In particolare, il fenomeno più significativo è consistito nella riduzione dei prezzi sui mercati internazionali, a fronte di crescenti costi di produzione: una situazione in realtà già esistente da qualche anno, e che ultimamente si è accentuata.

La conseguenza è intuitiva: redditi sempre più bassi per gli esercenti l’attività economica primaria. Ed è un calo drammatico: si stima che la flessione media negli ultimi dieci anni sia stata addirittura del 36%. Nel biennio alle nostre spalle, il calo medio a livello comunitario è stato pari all’11,6%, ma in Italia ha raggiunto il 20,6%.


Non a caso, perciò, molti agricoltori si sono trovati logorati e trascinati in una lunga agonia. Ma i problemi sono anche altri: l’accesso al credito è molto difficile e oneroso, e sempre più spesso si verifica il fenomeno perverso della stipulazione di mutui sorti semplicemente per tappare debiti preesistenti. I crediti bancari verso gli agricoltori giudicati in sofferenza dalle banche, d’altronde, nel 2009 sono cresciuti del 22% rispetto all’anno precedente.

Ora, però, emergono decisi segnali di ripresa, seppure molto diseguali. In particolari, i prezzi hanno ripreso a salire e, in alcuni ambiti, perfino a correre. La crescita media dal giugno 2009 al giugno 2010 è stata dell’8,9%, trainata soprattutto dai valori positivi del comparto della frutta (+ 28%). Di contro, continua la lunga crisi dei cereali, i cui prezzi nello stesso periodo sono scesi mediamente del 10%.


Va citata, infine, un’altra notizia preoccupante che attesta la difficile situazione: l’Italia si trova quasi sicuramente a dover restituire all’Unione Europea circa un miliardo di euro; si tratta di importi stanziati per il sostegno al mondo rurale e rimasti inutilizzati per la carenza di progetti di sviluppo e di investimento.

Fonte: Il Sole 24 Ore