
Cosà ¬, l’arrivo della crisi globale non ha danneggiato pià ¹ di tanto la stagione fieristica italiana del 2008, che registra anzi dati interessanti: cinquantacinque eventi rilevanti e circa il 6% di visitatori in pià ¹ rispetto all’anno precedente.
Ma anche per gli anni a venire, in cui invece gli effetti della crisi dovrebbero farsi sentire, c’ una panacea su cui si punta con grande attenzione e speranza: si tratta dell’Expo 2015 di Milano, che costituirà  un appuntamento di importanza storica per il rilancio internazionale del made in Italy (si prevedono circa venti milioni di visitatori in sei mesi di manifestazione).
Per non perdere questo fondamentale treno verso lo sviluppo, tuttavia, sarà  necessario che il nostro Paese riesca a superare alcune deficienze che si porta dietro da sempre, e che minano la solidità  del nostro sistema.
Il problema principale èdato dalla frammentazione: esistono probabilmente troppe fiere, molte delle quali di piccola dimensione, e spesso in concorrenza fra loro, come date e come ambito d’attività  .
Occorrerebbe dunque concentrare maggiormente gli appuntamenti, in modo da realizzarne pochi e di grande spessore internazionale, nonchè coordinare a livello nazionale un calendario di riferimento per evitare ogni sovrapposizione.
Si avverte perà ² come necessario anche favorire una maggiore integrazione fra le fiere e il mondo delle imprese, al fine di realizzare sinergie che vadano oltre le brevi date in cui si dipana ogni appuntamento.