Videogiochi e Facebook per trovare i dipendenti

di Giuseppe Aymerich Commenta

Uno studio pubblicato dalla facoltà di Scienze della Comunicazione dell’università La Sapienza di Roma mostra risultati sorprendenti..

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Uno studio pubblicato dalla facoltà di Scienze della Comunicazione dell’università La Sapienza di Roma mostra risultati sorprendenti sui legami sull’attività di recruiting (in parole povere: assunzione di dipendenti) e le mille realtà virtuali messe a disposizione da Internet.

Anche i giochi on line più innocui o i social network più popolari, infatti, possono offrire una miniera di informazioni ai cacciatori di talenti.


Per quanto riguarda il primo ambito, all’avanguardia si è rivelato nientemeno che il Pentagono, che ha diffuso da diversi anni su Internet un gioco (“America’s army”) per ispirare ai giovani statunitensi l’ipotesi dell’arruolamento.

Ma non si tratta solo di ispirare patriottismo: questo gioco consente anche di valutare l’intelligenza e la scaltrezza dei giocatori, per individuare così i profili migliori.


Un’idea che è stata adottata da tanti altri. L’industria di cosmesi L’Oreal, per esempio, ha lanciato un concorso di idee su come rafforzare il proprio marchio, ottenendo un successo insperato. Ma anche la banca PNB Paribas ha inventato un gioco di avventure virtuali (“Ace manager”) per testare le abilità dei giocatori sotto diversi aspetti in vista di un potenziale reclutamento.

L’altro grande canale oggi sott’occhio è quello dei social network, fenomeno in ascesa inarrestabile. Da Facebook a MySpace, questi spazi virtuali possono offrire una miniera di informazioni per individuare i cervelli più interessanti, anche diffondendo i sondaggi apparentemente più banali.

Ma questi siti offrono anche una seconda opportunità per i datori di lavoro: quella di carpire informazioni sui dipendenti meno prudenti nel diffondere notizie di sé. Non sono pochi i casi di lavoratori licenziati dopo che il capo li ha scoperti parlare alle sue spalle o che magari raccontavano imprudentemente agli amici informazioni aziendali segrete. O, addirittura, di cui si veniva a sapere inconfessate tendenze all’alcolismo o agli stupefacenti.

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