Tasse locali in continua crescita

di Giuseppe Aymerich Commenta

Secondo i dati forniti dall’ISTAT, il gettito delle tasse locali è cresciuto di circa il 25% negli otto anni che intercorrono fra il 2001 e il 2009..

Secondo i dati forniti dall’ISTAT, il gettito delle tasse locali è cresciuto di circa il 25% negli otto anni che intercorrono fra il 2001 e il 2009: da 59,9 miliardi di euro, infatti, siamo arrivati a superare i 75. Precisiamo che, con “tasse locali”, facciamo riferimento ai tributi il cui gettito è destinato a Regioni, Province e Comuni.


A parità di condizioni, una lieve crescita negli anni è normale, per effetto di inflazione, svalutazione e progressivo aumento del reddito pro-capite; in questo caso, però, i motivi sono ben più consistenti.

La vera questione, infatti, è data dall’aumento della pressione fiscale, legata per lo più a ritocchi verso l’alto delle aliquote, come in tema di addizionali all’IRPEF e di ICI (che peraltro, in senso opposto, ha visto sparire quasi integralmente il gettito sulla prima casa). In effetti, è rarissimo vedere le aliquote ridimensionarsi verso il basso, anche e soprattutto a causa dei continui tagli nei trasferimenti dallo Stato.

Un peso crescente e non trascurabile (sebbene se ne parli poco) deriva inoltre da tributi minori, come le addizionali sull’energia elettrica, le imposte provinciali di trascrizione nelle cessioni di autoveicoli e il famigerato “bollo auto”.


Per farla breve, si stima che fra le imposte locali la parte del leone la faccia l’IRAP, con 36 miliardi di gettito (non a caso la sua abolizione è spesso ventilata ma mai lontanamente ipotizzabile nella pratica, almeno al momento), seguita dall’ICI (9,9 miliardi).
Dovremo, comunque abituarci: con il federalismo fiscale un abbondante incremento delle imposte locali è nell’ordine delle cose; la speranza è che, in cambio, crolli la pressione dei tributi statali.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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