Deducibilità IRAP, a luglio il verdetto?

di Giuseppe Aymerich Commenta

È stata fissata al 7 luglio prossimo la data della prima udienza davanti alla Corte Costituzionale su una questione che tiene con..

È stata fissata al 7 luglio prossimo la data della prima udienza davanti alla Corte Costituzionale su una questione che tiene con il fiato sospeso milioni di contribuenti da un lato e il Ministero delle Finanze dall’altro: l’argomento, ancora una volta, è l’IRAP, la contestatissima imposta che ha già superato indenne il vaglio di molti organi di giustizia per questioni varie (dalla Cassazione alla Corte di Bruxelles) e che ora è attesa dalla prova forse più dura.


L’IRAP, infatti, fin dalla sua istituzione nel 1997 è dichiarata come un costo non deducibile dall’imposta sui redditi di imprenditori, professionisti ed enti vari. Ma questa mancata riduzione della base imponibile IRPEF/IRES è legittima dal punto di vista del rispetto del principio della capacità contributiva, il cardine costituzionale su cui si fonda l’intera legislazione tributaria del nostro Paese?


Già molti tribunali hanno rinviato la palla alla Consulta, nel legittimo dubbio che chi avrebbe altrimenti un reddito negativo e sarebbe quindi escluso dalla relativa imposta, si trova invece (non potendo dedurre l’IRAP) a dichiarare un reddito positivo e a pagarci sopra le tasse: un reddito positivo esistente però solo dal punto di vista fiscale e non reale.

La Corte Costituzionale avrebbe dovuto decidere già da un paio d’anni sulla questione, ma ha continuamente rinviato per la necessità di approfondire la questione e per il continuo arrivo di nuove istanze dai giudici di merito.

Ma il tentennamento della Corte dipende probabilmente anche dalla considerazione dell’effetto-bomba che un’eventuale dichiarazione di illegittimità avrebbe sui conti pubblici, stimato intorno ai dieci miliardi l’anno.

Per disinnescare la mina, il Governo ha introdotto l’anno scorso una ridotta deducibilità (10%), purché in presenza di interessi passivi o spese per il personale. Ma è probabile che sia ancora troppo poco: a luglio, forse, sapremo.

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