Caccia ai falsi invalidi nella manovra 2010

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il fenomeno dei falsi titolari di pensione di invalidità non è certo recente e l’emanazione di misure per contrastare il fenomeno è avvenuta più volte negli anni..

Il fenomeno dei falsi titolari di pensione di invalidità non è certo recente e l’emanazione di misure per contrastare il fenomeno è avvenuta più volte negli anni. Le nuove regole in materia contenute nella manovra economica appena varata, dunque, s’inseriscono in un solco già consolidato.

Innanzitutto, viene previsto un controllo a tappeto nei confronti dei titolari di tali rendite: oltre, cioè, alle ordinarie attività di accertamento, se ne eseguiranno di straordinarie. L’obiettivo è quello di incrementare di duecentomila unità le visite di controllo compiute ogni anno; è comunque da verificare se il carente organico dell’INPS si dimostrerà in grado di soddisfare il traguardo.


Ma cosa succederà al falso invalido pizzicato dai verificatori? Non solo sarà tenuto a restituire il maltolto con gli interessi ma subirà anche il rischio di pesanti sanzioni penali, largamente rafforzate.

Quanto agli invalidi veri, la procedura è stata modificata sotto vari punti di vista. Una volta presentata l’istanza, la ASL avrà novanta giorni di tempo per disporre la visita e comunicarne l’esito all’INPS, che provvederà eventualmente ad erogare la pensione. In caso di presentazione dell’istanza ma di mancata comunicazione dalla ASL, nei sessanta giorni seguenti sarà lo stesso INPS a provvedere ad una nuova visita. Termini molto più brevi, tuttavia, saranno previsti per i malati di cancro.

La valutazione del paziente deve essere eseguita da una commissione collegiale e dovrà essere redatto un verbale dettagliato sulla patologia sofferta.


L’aspetto forse più importante, comunque, riguarda, l’irrigidimento dei requisiti richiesti per il tanto sospirato assegno: per ottenerlo, infatti, non dovrà essere più diagnosticata una percentuale di invalidità pari al 74% (come secondo le norme oggi vigenti) bensì dell’85%. Ancora da chiarire se saranno toccate le pensioni già riconosciute a chi soddisfaceva il requisito del 74%.

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