Ingresso Romania comunità europea

di Francesco Di Cataldo Commenta

Bene, considerando questo nuovo scenario, in settimana mi comprerò un bel dizionario italiano/romeno..

ISAE(Istituto di Studi e Analisi Economica) ha fornito le nuove stime macroeconomiche per l’Italia con il Pil 2007 grezzo visto in crescita dell’1,9% e nel 2008 a 1,4.

Se il nostro Prodotto Interno Lordo stenta a decollare, la spesa pubblica italiana s’impenna raggiungendo livelli record.

A confermarlo è Eurostat che ha convalidato i dati notificati dal Governo italiano: abbiamo un rapporto debito/pil pari al 106,8%, il più alto della zona euro.

Niente di nuovo, questi dati erano nell’aria già da parecchio tempo. Guardando invece un po’ oltre il nostro orticello, ci accorgiamo che ci sono realtà differenti da come ce le aspettavamo.

Un esempio su tutti: la Romania.




Sapevate che la Romania ha un PIL del 6%? Certo, più di metà del PIL è costituito dalle rimesse dagli oltre 2 milioni di romeni che lavorano all’estero.

Non tutti sanno però che la Romania non è più esclusivamente un paese che esporta manodopera.

Ora in Romania alcuni imprenditori richiedono lavoratori stranieri.
Un’imprenditore tessile dell’est del Paese ha recentemente richiesto 1.500(millecinquecento!!) lavoratrici cinesi.

Cristina Curpanaru, direttrice economica nell’azienda tessile di Bacau, ha chiesto al ministero romeno del lavoro di poter assumere 1500 cinesi. La direttrice spiega le motivazioni che l’hanno condotta ad una tale scelta: “Ho assunto persone disabili, uomini, ma abbiamo ancora bisogno di lavoratori” .

La Romania nel 2006 era uno dei paesi con un livello salariale più basso: 1 euro all’ora, minimo netto.

In un anno i costi per la manodopera delle compagnie operanti in Romania sono aumentati del 23,4%, secondo l’Istituto europeo di statistica Eurostat.

La crescita è tra le più altre dell’UE (soltanto Lettonia la supera). Nei primi 7 mesi dopo l’adesione all’UE, lo stipendio medio netto in Romania è aumentato di oltre il 15%, passando da 286 euro a gennaio, a circa 329 euro e luglio.

Nei prossimi 3 – 4 anni la Romania avrà bisogno di 50.000 muratori che non sono più disponibili sul mercato interno.

Ad annunciarlo è la Federazione generale del sindacato dei costruttori. Secondo i sindacalisti la Romania arriverà al punto di importare manodopera dalla Repubblica Moldova, dall’Ucraina, dal Pakistan, dall’India o dalla Turchia.

Occorrono lavoratori per costruire strade, per costruire abitazioni: il paese registra una situazione deficitaria con 0,8 camere per persona rispetto alle 3,4 nei paesi sviluppati. Secondo uno studio elaborato dall’Istituto nazionale di statistica, nell’Unione Europea per le infrastrutture il livello di investimento è di circa 712.000 euro/kmq di territorio mentre in Romania vengono destinati solo 31.000 euro/kmq. Si tratta di un 25% del Pil europeo contro un 10% del Pil in Romania.

Ed anche la nostra Pirelli ha deciso di investire proprio in Romania.

I nostri politici temevano, con l’entrata in Europa della Romania, che nel 2007 ci sarebbe stata un’invasione di romeni nel nostro belpaese.

I dati ci dicono invece che il flusso è rimasto il medesimo degli anni precedenti. Non solo: in una recente intervista televisiva, il nostro ambasciatore in Romania, ha dichiarato che il flusso migratorio di lavoratori romeni verso paesi esteri, è ormai in fase decrescente e quel che resta è solo una coda terminale . Nei prossimi anni si prevede che molti dei romeni che oggi lavorano in Spagna, Italia, Germani, Francia ritornino a lavorare in Romania.

Bene, considerando questo nuovo scenario, in settimana mi comprerò un bel dizionario italiano/romeno.

Qualora avessi problemi di lavoro qui in Italia(cosa non da escludere…), potrò seriamente pensare a riciclarmi come badante in Romania.

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