Snc: utili, perdite e durata

di Giuseppe Aymerich Commenta

Gli ultimi due punti da indicare nell’atto costitutivo della Snc non appaiono di fondamentale importanza..

Gli ultimi due punti da indicare nell’atto costitutivo della società in nome collettivo non appaiono di fondamentale importanza: in entrambi i casi, infatti, la legge stabilisce cosa fare qualora i soci non determinino espressamente il loro contenuto, cosicché è lecito immaginare che la loro assenza o imprecisione non comporti la nullità dell’atto costitutivo e dunque della società.


Il primo dei due punti concerne le modalità di ripartizione degli utili conseguiti nonché delle perdite maturate. Il codice stabilisce che, salvo clausole differenti, gli utili e le perdite si ripartiscono in proporzione ai conferimenti eseguiti.

Naturalmente nell’atto costitutivo è possibile decidere differentemente. I soci possono per esempio accordarsi di attribuire una quota degli utili a chi si occupa dell’amministrazione, oppure premiare maggiormente il socio d’opera rispetto agli altri.

In merito alle perdite, occorre segnalare alcune norme poste a tutela della garanzia che il capitale rappresenta verso i creditori. Non è infatti possibile procedere alla ripartizione di utili qualora non siano completamente state ripianate le eventuali perdite pregresse.

È inoltre consentito decidere di rimborsare parte dei conferimenti ai soci e dunque ridurre il capitale sociale, però tale delibera diviene esecutiva solo dopo tre mesi dalla sua iscrizione nel registro delle imprese. In questo frattempo, qualsiasi creditore può opporsi alla riduzione qualora ritenga che ciò debiliti le sue garanzie, e in tal caso la società può procedere ai rimborsi solo se salda il debito oppure dimostra che comunque il creditore non corre rischi.


Il punto rimanente riguarda la durata della società: l’atto costitutivo deve indicare quando si esaurirà il contratto sociale. Ma in realtà tale elemento non ha alcuna importanza, considerando che i soci possono tranquillamente andare avanti lo stesso con l’attività, e in tal caso si ritiene che la scadenza abbia subito una proroga tacita a tempo indeterminato.

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