Trasferimento illegittimo del lavoratore e risarcimento danni

di Stefania Russo Commenta

Il trasferimento del lavoratore ad altra sede o unità produttiva deve essere giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive...

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Il trasferimento del lavoratore ad altra sede o unità produttiva deve essere giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. In caso contrario, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale subito a causa di tale trasferimento.

Riguardo al risarcimento del danno non patrimoniale, la Corte di Cassazione è intervenuta di recente con la sentenza n. 11527 del 14 maggio 2013, con la quale è stato respinto il ricorso presentato da un lavoratore contro la sentenza della Corte d’Appello, che a sua volta aveva ha respinto la richiesta di risarcimento del danno non patrimoniale subito a causa del trasferimento.


La Corte d’Appello aveva motivato la sua decisione spiegando che il diritto a tale risarcimento non deriva automaticamente da ogni comportamento illegittimo del datore dì lavoro, per cui non è sufficiente dimostrare la semplice potenzialità lesiva della condotta datoriale ma è necessario che il lavoratore fornisca, anche con presunzioni, prova dell’esistenza di un nesso di casualità tra tale condotta e il danno non patrimoniale.

Tale orientamento è stato confermato dalla Corte di Cassazione, che nella sua sentenza ha ribadito quanto già specificato dalla Corte d’Appello, ovvero che il riconoscimento del diritto ad ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale non può prescindere da una specifica allegazione riguardante la natura e le caratteristiche del pregiudizio stesso, pertanto tale danno va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall’ordinamento, soprattutto attraverso le presunzioni.

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