Stress lavoro-correlato, obbligo di valutazione da agosto

di Giuseppe Aymerich 1

Nel 2008, la riforma del sistema della sicurezza sul luogo di lavoro introdusse anche un obbligo nuovo di zecca..

Nel 2008, la riforma del sistema della sicurezza sul luogo di lavoro introdusse anche un obbligo nuovo di zecca: il periodo di preparazione è ormai trascorso, e dal prossimo primo agosto l’obbligo sarà operativo per tutte le imprese italiane, nonché per gli enti pubblici.

Si tratta delle valutazioni su quello che, con una locuzione che suona davvero male, è stato definito come lo “stress lavoro-correlato”.


I datori di lavoro sono tenuti, a partire da quella data, a redigere un documento nel quale sono tenuti a valutare tutti gli elementi che possono dar luogo a problemi di stress dei dipendenti e le conseguenze della situazione, nonché le procedure messe in campo dall’azienda per lenire la problematica.

Su quest’obbligo, in realtà, la legge dice poco o nulla, né sono intervenuti successivamente provvedimenti chiarificatori. In mancanza di altre indicazioni, dobbiamo supporre che quest’obbligo rientri nell’alveo del più generale documento sulla sicurezza: la valutazione dello stress lavoro-correlato, dunque, andrà inserita all’interno del documento sulla sicurezza, oppure in un documento aggiuntivo che però presenti la medesima tempistica e le altre caratteristiche (nonché le stesse responsabilità).

Sulla stessa base, dovremmo ritenere che per le aziende fino a dieci dipendenti sia valevole la possibilità di esonero, e quindi che il datore possa assolvere ai suoi obblighi con una semplice autocertificazione. Di certo, qualche chiarimento da parte del ministero del lavoro non guasterebbe.


Se esonero non ci fosse, quale potrebbe essere la migliore procedura per ottemperare all’obbligo di legge? In termini generali, potremmo individuare una fase di studio della situazione (individuazione delle potenziali fonti di stress e relative conseguenze, per esempio verificando i dati sull’assenteismo), una fase decisionale (quali azioni intraprendere per fronteggiare il problema?) e, infine, la redazione del documento.

Commenti (1)

  1. Ciao,
    in realtà il Dlgs81 non dice su questo fattore di rischio niente di meno di quanto dica sugli altri, più noti. Rimanda invece ad un Accordo Quadro europeo, che per quanto in termini generali, dice chiaramente in cosa consista lo SLC e quali siano le dimensioni da analizzare.

    Gli artt. 28 e 29 dicono invece chiaramente che la valutazione del rischio da SLC rientri nel DVR

    Infine, le aziende fino a 10 dipendenti possono – anche per questo fattore di rischio – ricorrere a procedure semplificate o in loro assenza ad una autocertificazione. E’ il caso però di precisare che l’autocertificazione NON consiste nello scrivere “tutto bene madama la marchesa”, ma il livello di rischio autovalutato (che può essere, ovviamente, anche molto basso) e COME lo si è rilevato.

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