Risarcimento danni casalinghe per invalidità permanente

di Stefania Russo Commenta

Nel mondo delle lavoro il dibattito sulle casalinghe è aperto ormai da secoli, tuttavia una piccola soddisfazione per chi...

Nel mondo delle lavoro il dibattito sulle casalinghe è aperto ormai da secoli, tuttavia una piccola soddisfazione per chi sostiene che quello delle massaie è un vero e proprio lavoro che deve necessariamente essere equiparato a quello svolto dalle altre categorie di lavoratori arriva da una recente sentenza della Corte di Cassazione.

La Terza sezione civile della Corte, infatti, con la sentenza n.23573 del 2011 ha stabilito che il danno subito da una casalinga va risarcito tenendo conto del mancato guadagno, così come avviene per tutte le altre categorie di lavoratori.

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Nel caso in esame, in particolare, la Suprema Corte ha accolto il ricorso presentato da una casalinga vittima di un incidente mentre era a bordo del suo motorino che le ha provocato un’invalidità permanente, a fronte della quale i giudici di merito le avevano riconosciuto un danno morale e non anche un danno patrimoniale.

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I giudici della Corte di Cassazione, in particolare, hanno affermato che il danno derivante da una riduzione della capacità lavorativa da parte di una casalinga che, in quanto tale, provvede da sé allo svolgimento del lavoro domestico, è qualificabile come danno patrimoniale e non come danno biologico, in quanto sussiste un mancato guadagno.

Affinché le venga riconosciuto un danno patrimoniale alla pari delle altre categorie di lavoratori, dunque, è sufficiente che la casalinga riesca a dimostrare che a seguito dei danni permanenti subiti sia maggiormente oneroso per lei svolgere il lavoro domestico.

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