Lavoro minorile e lavoratrici-madri (II)

di Giuseppe Aymerich Commenta

L’evoluzione legislativa in materia di tutela a lavoratori minorenni e lavoratrici-madri è stata costellata da moltissime..

L’evoluzione legislativa in materia di tutela a lavoratori minorenni e lavoratrici-madri è stata costellata da moltissime tappe di rilievo, che hanno portato il diritto del lavoro ad assumere la forma attuale.

Vediamo dunque di chiarire qual è il quadro delle principali leggi oggi vigenti.
Iniziamo dai minori. Le leggi sul lavoro li distinguono in due categorie: i bambini (fino ai quindici anni di età) e gli adolescenti (dai sedici ai diciotto anni). Coloro che tuttavia hanno compiuto o superato i sedici anni ma non hanno ancora assolto l’obbligo scolastico sono assimilati ai bambini.


Per poter firmare un contratto di lavoro, dunque, occorre essere “adolescenti”: avere cioè almeno sedici anni di età e avere conseguito il diploma di terza media. In alcune ipotesi, tuttavia, il limite di età è elevato ulteriormente: si tratta delle lavorazioni pericolose (specialmente in ambito industriale), che vengono individuate dai contratti collettivi e sono vietate ai minori.

I minori possono svolgere attività pericolose solamente se questo costituisce una tappa necessaria in un percorso di formazione professionale: naturalmente sotto la sorveglianza di un adulto e solamente per il tempo necessario.

In tutti i casi, prima dell’assunzione il minore deve essere sottoposto a visita medica che garantisca l’idoneità psicofisica all’attività lavorativa; tale idoneità dovrà essere certificata anche in seguito, tramite altre visite periodiche.


Rispettando tali condizioni, dunque, l’adolescente è del tutto assimilato al lavoratore adulto, con l’unica eccezione del divieto di lavoro notturno. E il bambino? Normalmente è vietato adibirlo a prestazioni lavorative, salvo alcuni casi tassativi in cui ciò è ammesso: si tratta, in particolare, dei lavori nel mondo dello spettacolo (cinema, televisione, teatro, pubblicità…) o della fotografia (per esempio, come modelli per l’abbigliamento).

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