Nuovo contratto collettivo per l’agricoltura

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il neo-ministro per le Politiche Agricole, Giancarlo Galan, ha portato a casa il primo successo del suo mandato..

Il neo-ministro per le Politiche Agricole, Giancarlo Galan, ha portato a casa il primo successo del suo mandato. Dopo lunghi mesi di trattative, infatti, è stato firmato il nuovo contratto collettivo del comparto agricoltura, sottoscritto da CGIL, CISL e UIL da un lato e da Coldiretti, Confagricoltura e CIA dall’altro.

Il nuovo contratto, valido per il biennio 2010-11, ha efficacia retroattiva, valendo fin dal primo gennaio scorso: il precedente CCNL, infatti, era scaduto il 31 dicembre 2009.


Come per altri settori, si attua un superamento dell’accordo generale sulla politica dei redditi, firmato nell’estate del 1993: le nuove modalità di adeguamento delle retribuzioni al tasso di inflazione e al costo della vita, infatti, saranno in quest’occasione e per il futuro affidate ad un sistema di rilevazione specifico.
L’aumento medio delle retribuzioni per gli operai del settore agricolo è del 4,6% rispetto all’accordo precedente. Gli operai agricoli propriamente detti potranno contare su un salario lordo mensile minimo che oscillerà fra i 750 e i 1.200 euro (secondo l’area professionale), mentre gli addetti dello specifico comparto florovivaistico, la cui retribuzione si commisura alle ore di lavoro, riceveranno fra i 6,20 e i 7,20 euro all’ora.


Al di là delle questioni salariali, comunque, il nuovo contratto collettivo pone dei punti fermi molto importanti in termini di semplificazione regolamentare: sono istituiti enti bilaterali, cui partecipano le associazioni coinvolte nel CCNL, cui spetterà il compito di applicare il contratto e deliberare secondo le proprie competenze su una serie di questioni specifiche, come la tutela assistenziale e la gestione del mercato del lavoro.

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