Assenteismo lavoro

di Francesco Di Cataldo Commenta

Se per Montezemolo e Prodi il problema dell’assenteismo nella pubblica amministrazione è una mina vagante..

Il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Luiss, ha detto che “L’assenteismo è l’emblema dell’inefficienza e del cattivo funzionamento della pubblica amministrazione, nel pubblico impiego è del 30% superiore rispetto alle grandi imprese industriali..”

Azzerare del tutto le assenze diverse dalle ferie – ha spiegato il leader della confederazione degli industriali – porterebbe a un risparmio di quasi un punto di Pil, 14,1 miliardi: 8,3 negli enti centrali e 5,9 in quelli locali».




In soldoni portare la quota di assenze totali, comprese le ferie, al livello di quelle nel settore privato darebbe un risparmio di 11,1 miliardi, non noccioline.

Tra i ministeri il top si raggiunge al ministero della Difesa, con 65 giornate di assenza in un anno, seguiti da ministero dell’Economia e da quello dell’Ambiente, entrambi con oltre 60 giorni. Sempre sul medesimo argomento, quando Romano Prodi l’ ha raccontato all’ assemblea degli artigiani, sono scoppiati a ridere come se fosse una barzelletta.

Durante una riunione sull’ assenteismo dei dipendenti pubblici, il premier si sarebbe sentito fare da qualcuno la seguente proposta: «Diamo un premio di presenza a chi va a lavorare». Esterrefatto, Prodi ha sussurrato: «Se il salario non è il premio di presenza, io non so cosa dire…».

In realtà il premio di presenza nella pubblica amministrazione esiste già dal 1995. Il premio per chi semplicemente si presenta al lavoro è occultato abilmente nel contratto nazionale dei ministeri sotto la misteriosa sigla Fua, Fondo unico di amministrazione.

Si tratta di soldi che, attraverso la contrattazione integrativa, vengono formalmente destinati a premiare la «produttività» dei lavoratori, ma che di fatto si risolvono in un aumento in busta paga per il solo fatto di timbrare il cartellino.

Senza contare che resta, in tutti questi accordi, la cattiva abitudine di considerare «presente» anche chi è in permesso sindacale.

Ma in una pubblica amministrazione come la nostra, dove «merito» è una parola sconosciuta, ci starebbe pure: se esistesse però un modo efficace di controllare chi va davvero a lavorare.
E che dire delle aziende statali? Nel 2005 l’ amministratore delegato dell’ Alitalia, Giancarlo Cimoli, denunciò che per colpa degli assenteisti l’ azienda era costretta a pagare mille assistenti di volo in più.

Se per Montezemolo e Prodi il problema dell’assenteismo nella pubblica amministrazione è una mina vagante che va disinnescata quanto prima, per Il ministro dell’Economia Padoa Schioppa, di fannulloni se ne è parlato anche troppo.

Non solo, a suo avviso l’inefficienza della pubblica amministrazione non puo’ essere legata soltanto alla volonta’ di chi vi lavora, ma dev’essere affrontato con una mega politica di impiego del personale pubblico che deve avere come obiettivi un allineamento progressivo alle realta’ migliori e un freno alla dinamica del monte retribuzioni pubbliche.

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