Rapporto ISTAT 2007

di Francesco Di Cataldo Commenta

Un paese in continuo e veloce mutamento, sia per quel che concerne l’aspetto sociale, sia per quel che riguarda..

Fine anno, tempo di bilanci e verifiche. Anche l’ISTAT scatta la fotografia dell’Italia nel consueto rapporto Annuale di fine anno.

Ne emerge che il Belpaese è sempre il paese con il primato della longevità
: si vive infatti sempre di più rispetto al resto delle nazioni del vecchio continente con 77,9 anni di vita attesa per gli uomini e circa 83,7 per le donne (erano rispettivamente 77,2 e 82,8 un anno prima).




Tra le altre indicazioni che vale la pena tener conto, emerge che ci si sposa di meno e si preferisce sempre più il municipio alla chiesa addobbata.

E si torna a fare figli, soprattutto al Nord, mentre si è alle prese con bilanci famigliari sempre più ‘risucchiati’ dalle spese per casa e da un tran-tran quotidiano funestato dall’incubo del traffico e dello smog e dal tramonto della sicurezza di un lavoro fisso.

Aumentano però i suicidi e, tra i problemi della criminalità, crescono le truffe ed i rapimenti e le violenze sessuali anche se calano gli omicidi. Inoltre l’Italia si conferma un paese sempre più multietnico con la presenza di stranieri residenti quasi raddoppiata nel giro di pochi anni: sono ormai 5 su 100, contro il 2,7% della popolazione all’inizio del 2003.

Gli immigrati, per lo più provenienti dall’Europa dell’Est e dal nord Africa, sono giovani, persone cioé di età media inferiore ai 31 anni (più della metà è comunque under 40).

Sono aumentate le spese della famiglia media: nel 2006 ammontano a 2.500 euro al mese, 61 in più dell’anno prima. A incidere soprattutto la spesa alimentare.

Per quel che concerne il lavoro tramonta il mito del posto fisso, con i posti a tempo indeterminato che scendono al 76,1% dl 77,3%. Sono infatti gli impieghi ‘atipici’ a trainare la crescita dell’occupazione (+1,9%).

Quasi un italiano su 10 è laureato, mentre infarto e tumori restano le principali cause di mortalità. L’incubo principale delle famiglie sono il traffico e lo smog. All’auto, non si rinuncia: su 40 milioni di veicoli circolanti, 35 sono autovetture usate da oltre il 68% di chi deve andare al lavoro mentre solo il 25% dell’Italia sceglie il bus o i mezzi pubblici.
Il passatempo preferito è il cinema, mentre resta poco diffusa la lettura di libri e giornali.

Un paese in continuo e veloce mutamento, sia per quel che concerne l’aspetto sociale, sia per quel che riguarda il mondo del lavoro. In definitiva un paese dove l’aspettativa media di vita è in crescita così come cresce la voglia di fare figli.

Crescono anche le nostre paure ed i timori per la sicurezza, così come purtroppo crescono anche le spese delle famiglie.

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