Aspi in unica soluzione

di Massimo Parolisi Commenta

Aspi e mini Aspi in riferimento a chi voglia mettersi in proprio e quindi gettare le basi per un lavoro da autonomo, d’impresa o per chi intende associarsi in cooperativa.

ASPI in vigore da gennaio 2013

In questo articolo parleremo di Aspi, la nuova indennità di disoccupazione introdotta dalla legge di riforma del lavoro Fornero e di mini Aspi, soprattutto in riferimento a chi voglia mettersi in proprio e quindi gettare le basi per un lavoro da autonomo, d’impresa o per chi intende associarsi in cooperativa.

Il tutto è stato pubblicato ufficialmente sulla Gazzetta ufficiale l’8 giugno scorso.

Innanzitutto ricordiamo che l’Assicurazione sociale per l’impiego, fornisce ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente il lavoro, un’indennità di disoccupazione mensile, mentre per il triennio 2013, 2014 e 2015, è previsto che il lavoratore avente diritto all’indennità può richiedere la liquidazione dell’importo del relativo trattamento pari al numero di mensilità non ancora percepite, proprio per avere la possibilità di intraprendere un’attività di lavoro autonomo o di micro impresa.

Coloro che sono interessati a tale opzione, devono inviare per via telematica all’INPS la domanda con specificata l’attività da intraprendere o da sviluppare, insieme ad eventuali iscrizioni ad albi professionali o di categoria, qualora richiesto.

La domanda Aspi deve essere trasmessa entro 60 giorni dalla data di inizio dell’attività autonoma o dell’associazione in cooperativa; bisogna collegarsi al portale web dell’Istituto tramite codice Pin oppure contattare il contact center tramite il numero telefonico 803164 gratuito da rete fissa o il numero 06164164 da rete mobile a pagamento.

Infine ricordiamo che tale indennità dovrà essere restituita se il lavoratore instauri un rapporto di lavoro subordinato prima della scadenza del periodo spettante di indennità corrisposta in forma anticipata.

La riforma Fornero ha mantenuto intatte le riduzioni dei contributi che servono per finanziare le vecchie indennità di disoccupazione (come avviene per le cooperative), denaro che è poi andato a finire nel finanziamento dell’Aspi stessa.

 

 

 

 

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