Analisi scuola italiana ocse

di Francesco Di Cataldo 1

Matematica, scienze ma anche comprensione e lettura: gli studenti italiani non riescono a migliorarsi, anzi..

Da un’indagine OCSE(Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo dell’Economia) risulta che gli studenti italiani siano i tra i più “somari” d’Europa.

Matematica, scienze ma anche comprensione e lettura: gli studenti italiani non riescono a migliorarsi, anzi si confermano fanalino di coda dell’Unione Europa e i tra i piu’ ”somari” a livello dei paesi Ocse.

La pagella per la scuola italiana viene dal prestigioso rapporto Ocse-Pisa (Progress in International Reading) 2006, giunto alla terza edizione che fotografa la situazione degli studenti di 15 anni di eta’ in 57 paesi di tutto il mondo, tra aderenti all’Ocse o con rapporti di partenariato.




I risultati non lasciano dubbi: l’Italia e’ al 33/mo posto per competenze di lettura, al 36/mo per cultura scientifica, al 38/mo posto per quella matematica.

Con risultati che sono peggiorati rispetto alle precedenti rilevazioni triennali, avvenute nel 2000 e nel 2006. Risultati ancora piu’ pesanti se si considera il livello di Pil del paese e il numero dei progetti di ricerca.

Quello che il rapporto evidenzia e’, soprattutto, l’alto numero (un quarto o piu’) di studenti che hanno raggiunto un risultato sotto il livello 2, in pratica l’insufficienza.

CULTURA SCIENTIFICA: Di male in peggio. Se nel 2003 i quindicenni italiani figuravano al 27mo posto per le loro competenze nelle materie scientifiche, nel 2006 sono slittati al 36mo posto. In cima alla lista figurano gli studenti della Finlandia, Paese che non solo continua a mantenere buoni risultati (da 548 punti a 563), ma in cui tutti gli alunni raggiungono livelli di buon rendimento. Dietro l’Italia si piazzano Portogallo (474), Grecia (473) e Israele (454). Fra i Paesi al di sotto della media Ocse, oltre all’Italia, si posizionano Croazia, Slovacchia, Lituania, Norvegia. E peggio dei nostri ragazzi, oltre ai coetanei di Portogallo e Grecia, fanno gli studenti di Bulgaria (434 punti) e Romania (418), fra gli ultimi entrati nella Ue.

LETTURA: L’Italia si posiziona al 33/mo posto, totalizzando un punteggio totale di 469, che la posiziona al di sotto della media Ocse nella classifica che vede ai primi cinque posti Corea, Finlandia, Hong Kong, Canada e Nuova Zelanda. Di paesi dell’Unione Europea, soltanto Repubblica Slovacca, Spagna e Grecia hanno fatto peggio del nostro paese, oltre alle nuove entrate Bulgaria e Romania. L’Ocse, inoltre, rileva come l’Italia abbia peggiorato il proprio risultato rispetto al primo rapporto Ocse-Pisa del 2000. Per quanto riguarda la differenza tra maschi e femmine, le ragazze di tutti i paesi interessati dalla ricerca hanno fatto meglio dei loro coetanei: in particolare, per quanto riguarda l’Italia lo scarto è di 41 punti a favore delle studentesse.

CULTURA MATEMATICA: Italia al 38/mo posto (con 462 punti) della classifica che vede ai primi cinque posti Taiwan, Finlandia, Hong Kong, Corea e Olanda.
Peggio dell’Italia, tra i paesi dell’Unione europea soltanto la Grecia che si posiziona al 39/mo posto e Bulgaria e Romania. Anche per la cultura matematica, come per la capacità di lettura, almeno un quarto degli studenti che hanno partecipato al progetto non ha raggiunto la ”sufficienza” del secondo livello di conoscenza, classifica in cui siamo superati anche dalla Grecia. L’Italia, infatti, è fuori anche dalla ”classifica” che vede almeno il 70% degli studenti raggiungere il secondo livello. Come per le altre due rilevazioni Ocse-Pisa, anche per quella matematica i risultati ottenuti nel 2006 sono peggiori di quelli del 2003.

Risultato poco edificante, soprattutto per chi, come il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi, sostiene che “la scuola e l’istruzione sono il motore della crescita economica e quindi, in definitiva, garanzia della stessa stabilità del sistema finanziario”.

Commenti (1)

  1. Il problema della scuola italiana non è strutturale, ma culturale. C’è ancora chi crede che esista una cultura di base da cui si diramano tutte le altre culture; c’è ancora chi crede che studiando il latino si impari la matematica o viceversa; c’è ancora (nel 3° millennio) chi ritiene che esista una Cultura superiore, aristocratica, classica, umanistica, filosofica, linguistica (intesa come latino e greco) ed una cultura (con la “c” minuscola) popolare, tecnologica, scientifica e linguistica (delle lingue volgari). I nostri studenti, che sono quelli che passano più tempo sui banchi, son ritenuti i più ignoranti in chimica, fisica, matematica e lingue straniere; i meno in grado di inserirsi nel mondo del lavoro. Il tutto perché non gli facciamo studiare ciò che sarebbe necessario a loro ed alla comunità. Berlinguer, Moratti e Gelmini (quest’ultima con maggiore energia e competenza) hanno cercato di scompaginare questa palla al piede dell’Italia

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