La storia di google

di Francesco Di Cataldo Commenta

Gli annunci inseriti appartengono alle campagne pubblicitarie degli inserzionisti a pagamento ed è appunto l'arma..

Era il 1995 quando ancora tutti usavano altavista come motore di ricerca, 12 anni fa non c’erano tanti motori di ricerca e siti internet di qualità ce n’erano veramente pochi.

I siti giravano con una grafica poverissiva e questo anche perchè non esistevano i programmi per farli, ma soprattutto la rete girava a 20/45kb e quindi nessuno poteva permettersi di aspettare qualche minuto per aprire un sito.

E’ facile parlare di tecnologia vecchia nell’ambiente di internet e questo perchè è sempre in evoluzione e spesso fa ridere vedere un sito che dagli anni 90′ non è mai stato aggiornato dal punto di vista grafico.

Un sito internet è comunicazione e per comunicare deve piacere sia dal punto di vista dei contenuti sia dal punto di vista grafico.




Quante volte capita di trovare un sito internet ricco di contenuti con un buon lavoro di posizionamento ma che perde l’utente dopo pochi secondi proprio perchè possiede una cattiva presentazione.

Tante volte capita di sentire un imprenditore vantarsi per essere ben posizionato su un motore di ricerca, ma purtroppo senza essere in grado di converire in possibili clienti o utenti le numerose visite. Fino al 1995 i motori di ricerca posizionavano i vari siti in base alle parole chiavi presenti al suo interno e se un sito voleva posizionarsi per la chiave “ristoranti italiani” bastava inserire un certo numero di parole chiave nel testo anche nascoste (con lo stesso colore dello sfondo) in modo da farsi notare dal motore. Un bel giorno d’estate del 1995 Larry Page e Sergey Brian, due ragazzoni americani decisero di cambiare le carte in gioco creando Google.

Questi due ragazzi non si stavano nemmeno simpatici, uno era al secondo anno di informatica mentre l’altro ingegnere, ma con il lavoro e le buone idee, col tempo sono risciti a unirsi in una buona amicizia.

Da subito Page essendo egli un informatico amante dei grafici teorizzò sulla visione grafica matematica della rete world wide web studiandone i link e quindi i collegamenti di ogni computer visto come un semplice nodo della rete
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Page notò che quando un utente si trovava su una pagina web, non era in grado di sapere da quale sito questo riceveva link e nemmeno l’autorevolezza di un sito internet.

E quindi qual è il punto? La risposta è molto semplice, quando una persona chiede un parere su un vino a lui sconosciuto, se chi gli risponde è una persona autorevole, magari un intenditore o un somelier, è possibile che questa persona si fidi delle parole pronunciate dall’intenditore, ma se il numero degli intenditori a rispondere con le stesse parole sono tanti, allora la risposta prende decisamente una piega più autorevole, e se poi tra questi intenditori sono presenti anche alcuni Maestri o capi, possiamo stare tranquilli che la risposta rispecchia la realtà.

La stessa teoria è stata adottata da Larry Page ovvero pensando che per il posizionamento di un sito su un motore di ricerca e quindi per valutare il livello di qualità è utilissimo andare a cercare quanti link autorevoli possiede in entrata un sito web.

Per link autorevoli si intendono link provenienti da siti a tema, da siti anziani o da siti importanti. Il numero di link in entrata ad un sito indica quindi il livello di autorevolezza che possiede e la quantità di contenuti originali e aggiornati indica il livello di qualità, pertanto un sito deve essere autorevole e di qualità. Con queste due caratteristiche è nato Google, il più famoso motore di ricerca che è stato in grado di puntare solamente su ricerche di qualità ovvero quello che l’utente vuole trovarsi davanti dopo l’invio di una richiesta.

E nel marzo del 1996 presentarono il page rank che è stato definito appunto come il punteggio che un sito possiede nei confronti del motore di ricerca. Il Page Rank indica il numero di link in entrata e in uscita ad un sito e il nome deriva appunto dal suo inventore Larry Page.

Il loro goal è stato quello di creare delle serp (liste di ricerca) di qualità in modo da appropriarsi più utenti possibili che trovavano i risultati aspettati e nel frattempo potevano cliccare su annunci pubblicitari a tema che potevano arricchire ulteriormente la propria ricerca.

Gli annunci inseriti appartengono alle campagne pubblicitarie degli inserzionisti a pagamento ed è appunto l’arma di guadagno posseduta da Google.

La seconda innovazione è stata quella di far guadagnare i propri utenti dando loro la possibilità di inserire nei propri siti degli annunci pubblicitari a tema che un utente poteva cliccare facendo così guadagnare.

Tutto questo ha fatto aumentare la notorietà di Google che adesso conta ben oltre l’80% delle ricerche.

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