Exa 2010, mercato delle armi in ripresa

di Giuseppe Aymerich Commenta

Sono molto positivi, i dati registrati alla ventinovesima edizione di Exa, la rassegna internazionale delle armi che si è tenuta nelle settimane scorse presso gli spazi espositivi della fiera di Brescia..

Sono molto positivi, i dati registrati alla ventinovesima edizione di Exa, la rassegna internazionale delle armi che si è tenuta nelle settimane scorse presso gli spazi espositivi della fiera di Brescia.

Il pur controverso settore delle armi, d’altronde, vede l’Italia come uno dei principali esportatori al mondo, e la crisi globale ha creato molti problemi che il comparto attende di superare al più presto. Ad oggi, nell’ambito delle armi sportive e venatorie e delle munizioni l’Italia è di gran lunga il primo produttore europeo, fornendo da sola il 60% delle esportazioni comunitarie.


In effetti, il vero problema di Exa è stata la carenza di spazi sufficienti: 271 espositori provenienti da tutta Italia e da altri venti Stati, tanto che, a detta dell’amministratore delegato della fiera (intervistato dal “Sole 24 Ore”), gli stand sono stati “costretti a svilupparsi in altezza”. Fra i presenti, sia i marchi storici dell’industria italiana, a partire da Beretta, sia i colossi internazionali, fra cui la Winchester, nota a tutti gli appassionati di film western.

Nonostante le prospettive di recupero, comunque, i rappresentanti del settore chiedono incentivi al Governo, semplificazioni normative, una tutela del prodotto italiano e, in generale, una maggiore considerazione.
L’attenzione, peraltro, non è stata lesinata dal Comune di Brescia, che ha accompagnato la manifestazione con numerosi eventi collaterali: il Museo d’Arte e Storia ha ospitato la mostra dei fucili da caccia nell’Età Moderna, mentre varie gare di tiro hanno animato i campi sportivi.


Gli eventi di maggior interesse per gli addetti ai lavori, comunque, sono certo state le presentazioni dei nuovi modelli delle case produttrici, fra cui il nuovo fucile automatico “TX4 Storm” della Beretta e il fucile da caccia ipertecnologico “Vinci” della Benelli.

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