Class action, partenza stentata

di Giuseppe Aymerich Commenta

Dopo molti rinvii, dal primo gennaio scorso è finalmente divenuta operativa l’azione di classe..

Dopo molti rinvii, dal primo gennaio scorso è finalmente divenuta operativa l’azione di classe (traduzione un po’ maccheronica della “class action” di matrice statunitense). Si tratta di un’azione giudiziaria con la quale più soggetti, definibili genericamente come consumatori, possono coalizzarsi per chiedere un risarcimento danni nei confronti di uno stesso convenuto.

Solitamente si tratta di cause per cui il singolo consumatore non ha interesse di agire in giudizio: il risarcimento che gli spetterebbe sarebbe modesto rispetto ai costi da affrontare, soprattutto considerando che la controparte è in genere una grande azienda che può contare sull’assistenza di autentici principi del foro.


Se però a portare avanti è un’associazione di consumatori a sostegno delle richieste di centinaia o migliaia di persone, allora la battaglia legale diviene più equilibrata.
Questo, perlomeno, nelle intenzioni: perché la pratica di questi sei mesi ha dimostrato una realtà ben diversa. È ancora troppo presto per parlare di fallimento, ma di certo la class action in Italia non ha goduto di una partenza favorevole.
A quanto risulta, infatti, sono state finora presentate solamente quattro azioni, e si è tenuta un’unica udienza preliminare, oltretutto con esito negativo. Nella causa intentata dall’associazione Codacons contro il gruppo bancario Intesa – San Paolo in tema di commissioni di massimo scoperto, il tribunale di Torino ha infatti dichiarato inammissibile l’istanza poiché il ricorrente, il presidente dell’associazione, non è personalmente coinvolto giacché non è cliente della banca citata.


Insomma, la prima class action è affondata prima ancora di cominciare; e chissà come andranno le cose nell’analoga causa intentata a Roma da Codacons contro il gruppo Unicredit.
Altre due azioni presentate da Codacons, infine, sono in lista d’attesa per essere discusse: una a Milano in tema di test contro l’influenza A e una a Roma sui danni da nicotina.

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