Ecco come cambia la legge di Stabilità 2013

di Vito Verna Commenta

Due, in particolar modo, gli scopi dell'accordo di cui sopra che, grazie ad ogni mezzo possibile, cercherà di garantire la ripresa dei consumi delle famiglie italiane e la riduzione della pressione fiscale a carico delle aziende, delle società, delle imprese e delle industrie italiane.

Ecco come cambia la legge di Stabilità 2013

Come pronosticato negli scorsi giorni da esperti ed analisti Parlamento e Governo Monti avrebbero raggiunto uno specifico accordo, definito soddisfacente da entrambe le parti coinvolte, per la completa riscrittura della legge di Stabilità 2013 o, per lo meno, per la completa riscrittura di quelle parti, della su indicata legge, che andranno a modificare, rivoluzionandolo completamente, il Fisco italiano.

ECCO LA LEGGE DI STABILITA’ 2013

Due, in particolar modo, gli scopi dell’accordo di cui sopra che, grazie ad ogni mezzo possibile, cercherà di garantire la ripresa dei consumi delle famiglie italiane e la riduzione della pressione fiscale a carico delle aziende, delle società, delle imprese e delle industrie italiane.

DETRAZIONI LEGGE DI STABILITA’ 2013

All’O.d.G., come forse saprete, l’eliminazione degli sconti IRPEF sui primi due scaglioni IRPEF, l’eliminazione della retroattività dei tagli alle detrazioni fiscali ed alle deduzioni fiscali, l’abolizione dell’aumento dell’IVA per la sola aliquota al 10% e, ultima ma non ultima, la riduzione del costo del lavoro per dipendenti e datori di lavoro.

TAGLI A DEDUZIONI E DETRAZIONI RETROATTIVI NELLA LEGGE DI STABILITA’ 2013

Se, dunque, per i primi punti analizzati non vi sarebbe nulla da dire, poiché sarebbero oltre modo evidenti le conseguenze delle decisioni dei legislatori, ben più interessante potrebbe essere l’approfondimento dell’abolizione dell’aumento dell’aliquota ridotta dell’IVA dal 10% all’11% e della possibile riduzione del costo del lavoro e, di conseguenza, del cosiddetto cuneo fiscale.

L’abolizione dell’aumento dell’aliquota ridotta dell’IVA dal 10% all’11%, pur causando una riduzione del gettito fiscale equivalente, per il solo 2013, a quasi 2,5 miliardi di euro, consentirà allo stesso tempo di non abbattere i consumi di alcuni dei più importanti beni e servizi di più largo consumo quali generi alimentari, energia elettrica, gas, medicine, aerei e treni, ristrutturazioni edilizie, acquisto abitazioni di lusso, ristoranti ed alberghi.

Per quanto riguarderebbe la riduzione del cuneo fiscale il relatore del Partito della Libertà Renato Brunetta avrebbe dichiarato che: “prima si redistribuiranno le risorse residue dal mancato taglio delle aliquote al costo del lavoro, privilegiando per il 2013 i lavoratori dipendenti, e dal 2014, una volta valutate le risorse disponibili, anche le imprese”.

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