Alcune riflessioni sull’IVA per cassa

di Giuseppe Aymerich Commenta

Negli ultimi mesi, gli esperti tributari hanno valutato pro e contro del nuovo sistema di esigibilità dell’imposta, che può a buon diritto..

Negli ultimi mesi, gli esperti tributari hanno valutato pro e contro del nuovo sistema di esigibilità dell’imposta, che può a buon diritto essere considerata una mezza rivoluzione in tema di IVA.

Un aspetto molto sottolineato è la necessità di tenere sotto controllo l’andamento del volume d’affari, per assicurarsi non solo “se” ma anche “quando” si dovesse superare la soglia dei duecentomila euro.


In verità, nelle realtà più complesse l’individuazione del momento esatto di superamento non è così facile da conoscere in tempo reale, per cui è più che plausibile che questa situazione emerga solo in seguito.

Cosa fare per mettersi in regola, dunque? La soluzione migliore appare quella di emettere tante note di credito quante sono state le fatture con esigibilità differita non giustificata (al fine di annullarle completamente) ed emettere al loro posto altrettante fatture con esigibilità immediata.

Se però questo problema dovesse emergere solo dopo la scadenza di una liquidazione periodica o, peggio ancora, in dichiarazione, sarà inevitabile versare in ritardo l’eventuale IVA dovuta, servendosi della procedura del ravvedimento operoso.

Un altro aspetto che è stato rilevato è che le registrazioni contabili, dovendo seguire l’andamento di incassi e pagamenti, saranno nettamente complicate. Per questo, è presumibile che i grossi clienti finiranno per imporre ai piccoli fornitori dotati di scarsa forza contrattuale di applicare l’esigibilità immediata per ridurre i propri oneri amministrativi.


Si noti, poi, che rinviare per il cliente la possibilità di detrarre l’IVA alla data del pagamento è un incentivo notevole per spingerlo a saldare quanto dovuto senza indugio, nel suo stesso interesse, consentendo dunque al venditore un’indiretta conseguenza positiva.

Rispondi