Medici, la specializzazione è fondamentale

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il percorso di studi in Medicina e Chirurgia è fra i più duri del panorama universitario italiano e richiede grandissima motivazione..

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Il percorso di studi in Medicina e Chirurgia è fra i più duri del panorama universitario italiano e richiede grandissima motivazione da parte dei frequentanti.

È per questo che il tasso d’abbandono del corso è ridottissimo (4,6% nel primo anno) e gli studenti fanno il possibile per arrivare in fondo al corso.

Ma la strada è davvero interminabile. Il corso legale di studi dura sei anni, cui vanno aggiunti dai tre ai sei anni ulteriori per la specializzazione. Quest’ultima, tutt’altro che una perdita di tempo, è ciò che in genere offre la carta decisiva da giocare sul mercato del lavoro.


Le specializzazioni dei medici sono molto numerose e non tutte sono altrettanto richieste dal mercato; oggi come oggi, però, il dossier elaborato dal consorzio Almalaurea assicura che i radiologi, gli anestesisti e i pediatri sono ricercatissimi, mentre per il prossimo futuro dovrebbe crescere la domanda di oncologi, endocrinologi e ortopedici. Infatti, il numero dei medici sfornati ogni anno dalle università italiane riescono a malapena a compensare i pensionandi.

Il percorso per acquisire un’adeguata formazione, dunque, è lunghissimo, ma alla fine le soddisfazioni, umane e professionali, sono destinate ad arrivare. Tanto che si calcola che non solo un medico trova lavoro, nel pubblico o nel privato, abbastanza rapidamente, ma anche che lo stipendio medio dopo appena cinque anni dal diploma supera i duemila euro, importo imparagonabilmente alto rispetto a quello di tanti colleghi laureati in discipline meno fortunate.


Ma anche chi non se la sentisse ad impegnarsi fino in fondo può giocare le sue carte in un più agevole corso di laurea triennale: infatti, anche di ostetrici, fisioterapisti e, soprattutto, di infermieri, nel nostro Paese c’è un bisogno enorme.

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