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Malattie professionali dei musicisti e indennizzo Inail

L’Inail ha deciso di riconoscere ad alcuni dei disturbi che affliggono i musicisti professionisti lo status di vere e proprie malattie professionali, con conseguente diritto ad ottenere un indennizzo.

La notizia arriva da Torino, dove l’istituto ha riconosciuto l’indennizzo a favore di un professore di basso tuba che per trent’anni ha lavorato nell’Orchestra della Rai per un’ernia e per l’artrite ad entrambe le mani che si ritiene siano entrambe state causate dall’utilizzo prolungato del suo strumento di lavoro. Il basso tuba è infatti uno strumento pesante e impegnativo sia per i polmoni che per la schiena e le dita.


Le indagini sul caso sono condotte dal pubblico ministero Guariniello, secondo il quale i musicisti sono lavoratori come tutti gli altri e quindi dovrebbero essere sottoposti a sorveglianza sanitaria. Lui stesso alcuni anni fa si si occupò di un caso molto simile riguardante il primo violoncello dell’orchestra Rai, una donna colpita dalla cosiddetta “sindrome del dito a scatto” alla mano destra, ossia quella che regge l’archetto durante l’esecuzione. In quel caso la patologia della donna fu ricompresa tra le cosiddette patologie da sforzo ripetuto, ossia quelle che di solito riguardano gli operai delle catene di montaggio.

In entrambi i casi la documentazione raccolta dai collaboratori del magistrato comprendeva diversi documenti volti a provare che le stesse patologie colpiscono un’elevata percentuale di musicisti, una categoria che si trova spesso a fare i conti con problemi di salute, soprattutto ortopedici, legati ad una postura scorretta o all’uso ripetuto di quello che è il loro strumento.