
Ormai, com’ noto, il segreto bancario praticamente non esiste pià ¹ da anni: in qualunque momento gli investigatori possono chiedere a qualunque istituto bancario o finanziario informazioni sui movimenti in entrata o in uscita di chicchessia.
Secondo le istruzioni, anzi, indagini in tal senso devono partire ogni qual volta appaiano utili e consigliabili ai fini di un accertamento.
In virtà ¹ di accordi di cooperazione internazionale, inoltre, la Guardia di Finanza puà ² richiedere senza particolari problemi anche dati agli istituti finanziari di Paesi stranieri, europei (come la Francia, la Germania, la Spagna…) o extracomunitari (come la Russia, gli Stati Uniti, l’Australia).
Indagini in altre nazioni, invece, devono essere prima motivate e autorizzate dal Comando Regionale.
Ma èmolto interessante anche scoprire, fra le istruzioni, le undici check-list predisposte per individuare i contribuenti pià ¹ a rischio e le fattispecie pià ¹ sospette.
In pratica, si tratta di percorsi ispettivi differenziati a seconda della tipologia del contribuente (imprenditore individuale, professionista, privato cittadino, società  di persone ecc.) in ognuno dei quali sono indicate nel dettaglio le verifiche da compiere, per mettere in luce situazioni sospette e meritevoli di approfondimento.
Molta enfasi, infine, èposta sulla necessità  di non fermare l’attenzione alla regolarità  formale delle scritture contabili e degli altri adempimenti e di verificare invece con scrupolo e rigore le situazioni reali che vi sono dietro e che spesso ne sono difformi.