Art promoter, una professione del Duemila

di Giuseppe Aymerich Commenta

Musei, monumenti, centri storici e siti archeologici non sono più soltanto lo sbocco occupazionale tipico degli esperti di storia, arti e letteratura..

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Musei, monumenti, centri storici e siti archeologici non sono più soltanto lo sbocco occupazionale tipico degli esperti di storia, arti e letteratura.

Da qualche tempo, infatti, ci si è resi conto che per far arrivare i turisti non è sufficiente disporre di un patrimonio culturale all’altezza ma anche avere la capacità di promuoverli, renderli noti, accrescerne il fascino agendo sotto diversi punti di vista.


Le iniziative più tipiche sono quelle di realizzare eventi in grado di catturare l’attenzione: ecco dunque gli anfiteatri romani rivedere in scena gli attori di oggi, o cavalieri in costume medievale rievocare gli scenari di antiche battaglie là dov’erano avvenute.
Ma ecco anche le feste del patrono locale accompagnare agli antichi riti religiosi le più prosaiche distribuzioni di specialità gastronomiche locali.


Ecco i disagiati quartieri storici delle nostre città rinascere a novella vita con le giornate dedicate al rilancio delle botteghe artigiane. E gli esempi potrebbero essere ancora tanti.

Anche il turismo culturale, infatti, soffre oggi di una concorrenza spietata. Se un tempo, infatti, un’escursione culturale in Italia o in Francia erano doverose per qualunque turista di fascia medio-alta, oggi nuove mete archeologiche inedite e tutte da scoprire si affacciano sul mercato globale, dalla Siria all’India.

Occorre dunque rilanciare le nostre ricchezze con un’attenta e mirata campagna promozionale. Ed è questo il ruolo dell’art-promoter, il professionista ricercato da pro-loco e associazioni commerciali cittadine per individuare le potenzialità dei singoli luoghi e valorizzarle con eventi ad hoc.

L’art promoter deve saper integrare un’approfondita conoscenza nel ramo storico-artistico con quella nell’ambito del marketing e dell’industria turistica, per coniugare il tutto con forti ricadute sul benessere di un territorio locale.
I primi corsi di formazione di art promoters sono in Inghilterra, ma c’è da scommettere che presto spopoleranno anche in Italia.

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