Niente sanzioni se la legge è incomprensibile

di Giuseppe Aymerich Commenta

La materia tributaria è probabilmente l’ambito del diritto in cui le leggi cambiano più spesso, o, quando non cambiano, sono soggette a continue integrazioni, modificazioni, articolazioni..

QUESTION

La materia tributaria è probabilmente l’ambito del diritto in cui le leggi cambiano più spesso, o, quando non cambiano, sono soggette a continue integrazioni, modificazioni, articolazioni. Niente di strano, dunque, se con grande frequenza sono gli stessi esperti del settore a mettersi le mani fra i capelli nel tentativo di capirci qualcosa, soprattutto quando vigono diverse leggi che cozzano l’una con l’altra.


Già da tempo, tuttavia, il legislatore ha riconosciuto il problema adottando una norma di grande civiltà: il comportamento del contribuente non è mai sanzionabile se la violazione dipende da “obiettive condizioni di incertezza” sulla portata e l’ambito di applicazione delle disposizioni tributarie.

Il concetto è ribadito in diverse leggi, fra cui l’articolo 10 dello Statuto dei Diritti del Contribuente. Ma quando sussistono davvero queste fantomatiche “condizioni di incertezza” nell’interpretazione della legge, che devono essere “obiettive”, e dunque riconoscibili da tutti? Il punto è tutt’altro che facile da applicare, e chiaramente occorre verificare caso per caso se e in che misura l’incertezza esiste e sia tale da giustificare un’errata interpretazione.

Il grado di incertezza, oltretutto, varia continuamente, perché presumibilmente più passa il tempo da che la legge è emanata e più si succedono negli anni le interpretazioni dell’Agenzia delle Entrate, della stampa specializzata ecc. Insomma, se sbagliare l’applicazione di una legge del mese scorso è facile, quella di dieci anni fa è per forza di cose meno oscura.


In tutti i casi, l’onere della prova ricade sul contribuente: sarà lui, dunque, a dover dimostrare le obiettive condizioni di incertezza. Così ha ribadito più volte la Corte di Cassazione, anche con la recente sentenza 14987/2009, chiarendo che l’incomprensibilità della norma deve essere tale anche per gli esperti del settore e non semplicemente per i comuni cittadini.

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