Bielorussia: esenzioni fiscali per le aziende italiane

di Giuseppe Aymerich Commenta

La Bielorussia è un Paese ancora vergine per le aziende occidentali..

La Bielorussia è un Paese ancora vergine per le aziende occidentali: legata economicamente e politicamente a filo doppio alla Russia, il governo di Minsk ha sempre dimostrato molta freddezza verso ogni ipotesi di adesione all’Unione Europea.

Nonostante questo, la Bielorussia avverte un notevole bisogno di modernizzare le proprie infrastrutture: strade, ferrovie, aeroporti, elettrodotti, acquedotti e così via. Ed è di questi giorni la notizia dell’accordo fra il nostro Governo e la controparte bielorussa per favorire massicci investimenti delle aziende italiane nel territorio locale.


Verrà fondato, infatti, un distretto industriale nei pressi della città di Brest, destinata a raccogliere l’insediamento delle industrie del Belpaese. E per favorire tale insediamento, sarà assicurata dalle autorità bielorusse l’esenzione fiscale per cinque anni: un’esenzione totale che si estenderà non solo alle attività di produzione ma anche a quelle di import ed export, e questo aprirà una porta di servizio anche e soprattutto verso l’immenso e ghiottissimo mercato russo.

Con frequenza probabilmente settimanale, inoltre, partirà un treno speciale (il “Marco Polo Express”) che in tre giorni trasporterà materie e merci da Portogruaro (VE) a Brest, assicurando l’approvvigionamento delle aziende ivi insediate: la partenza inaugurale sarà il 9 marzo.


Da non scordare, infine, che la manodopera bielorussa ha un costo modesto (circa un quinto rispetto all’Italia) ma è altamente qualificata, specialmente nei settori dell’industria pesante.
L’accordo fra i due Governi è stato siglato dal sottosegretario per lo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, al cui seguito è giunta a Minsk una delegazione di settanta imprenditori per una prima serie di incontri d’affari con industriali e finanziatori locali.

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