Licenziamento

di Davide Paggi 1

Il giustificato motivo può essere sia soggettivo, cioè riguarda inadempimenti da parte del lavoratore,sia oggettivo, e cioè riguarda..

Licenziamento e dimissioniIl licenziamento è una pratica attraverso la quale il datore di lavoro può decidere di recedere il contratto stipulato con un suo dipendente.

In passato era necessario solo rispettare i termini di preavviso per poter effettuare un licenziamento, la decisione era completamente affidata alla discrezionalità del dirigente.

Con il tempo la normativa si è evoluta, oggi ci sono dei limiti ben precisi e la recessione di un contratto di lavoro va sempre giustificata su solide basi. Con la legge n. 604 del 1966 sono stati resi validi solo i licenziamenti per giusta causa o per giustificato motivo.



Il giustificato motivo può essere sia soggettivo, cioè riguarda inadempimenti da parte del lavoratore,
sia oggettivo, e cioè riguarda l’attività dell’impresa per cui opera il soggetto licenziato. La giusta causa rappresenta invece una motivazione molto importante per il licenziamento, al punto tale che non è necessario neanche il termine di preavviso e la recessione del contratto avviene immediatamente.

Nel 1970 venne approvato un nuovo provvedimento legislativo: la legge n°300; di cui, in particolare, va ricordato l’articolo 18. Il sopracitato articolo prevede la riassunzione di un dipendente licenziato ingiustamente e la sua retribuzione dalla fine della sentenza fino al momento in cui il lavoratore sarà reintegrato al suo posto; si parla in questo caso di tutela reale.

La tutela reale è concessa a quelle imprese che operano con più di 15 dipendenti, nel caso di aziende di dimensioni minori si parla di tutela obbligatoria, per cui il datore può decidere se reinserire il dipendente al suo posto o pagargli un indennità.

Con la legge n. 108 del 1990 c’è stata una più netta definizione degli ambiti operativi della tutela reale e della tutela obbligatoria, e più in generale un’estensione della tutela reale anche a imprese di piccole dimensioni. Inoltre è stata resa obbligatoria la redazione del licenziamento in forma scritta e l’inserimento delle motivazioni, pena l’annullamento della pratica.

Chiara

Commenti (1)

  1. Purtroppo penso e ne sono certa che questa legge no viene applicata come si debe. Io in questo momento sono una disoccupata, sono stata licenziata in tronco, motivazioni? no avevano piu bisogno di miei servizi. Lavoravo come lavapiatti in un ristorante dal febraio 2007 con un contratto a chimata senza vincoli di reperibilita, vivo da sola con due figli, uno maggiorenne che lavora e un altro di 11 anni, senza nessun aiuto sterno, il padre no passa il mantenimento, e come capita a tante donna straniere dopo la separazione lasciata da sola a sopravivere.Il 19 dicembre scorso ho dovuto portare d’urgenza il mio bambino di 11 anni al ospedale, il quale ed stato ricoverato fino al 24, in tre occazioni ho chiamato al datore di lavoro che no ha mai risposto, dopo di che ho lasciato un messagio dicendo che tornavo quando il bambino si sarebbe restabilito. Sapevo che il ristorante chiudeva dopo il 31 dicembre e se riprendeva il 5 gennaio, quindi il 5 mi sono presentata, e li boom, il licenziamento su due piedi, in tronco, niente lettera da firmare, niente. Allora mi sono recata alla CGIL della mia provincia e li delussione totale no ho diritto a niente, ne disoccupazione, ne indennizo per mancato preavviso de licenziamento, ne retroattivo de indennita di disoccupazione come prevede la legge per i lavoratori a chiamata per i periodi di no lavoro (no me lo sono inventata si trova nel sito del INPS), quindi sono senza lavoro una famiglia di portare avanti e diritti zero. Mi domando, che genere di contratto e questo e dove ce la tuttela al lavoratore de che si parla tanto?, sono delussa, angosciata e no so dove rivolgermi. Ce qualcuno che puo aiutarmi? Ringrazio anticipatamente la vostra pazienza e il vostro aiuto se fosse possibile.

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