Limiti acustici nell’edilizia, manca la normativa

di Giuseppe Aymerich Commenta

Non è solo l’Intrastat ad attendere certezze: anche in tutt’altro campo, quello dell’acustica nei cantieri edili, il Governo è in forte ritardo sulle scadenze previste..

Non è solo l’Intrastat ad attendere certezze: anche in tutt’altro campo, quello dell’acustica nei cantieri edili, il Governo è in forte ritardo sulle scadenze previste.

Secondo la legge comunitaria dell’anno passato (la L. 88/2009), l’esecutivo aveva tempo fino al 29 gennaio 2010 per varare uno o più provvedimenti con cui ridisegnare da capo l’intera disciplina sull’inquinamento acustico in edilizia, argomento molto tecnico e molto complesso.


In verità, è stata successivamente prevista una proroga di sei mesi che rinvierebbe il termine alla fine di luglio, ma anche questa legge è impantanata nell’esame parlamentare: dunque, oggi come oggi nessuna proroga è vigente e l’unica scadenza operativa (quella del 29 gennaio) è passata da quasi un mese.
Così, le migliaia di imprese edili del nostro Paese non sanno come comportarsi, di fronte a regole vecchie ormai scadute (e non più in linea col dettato comunitario) e regole nuove ancora di là da venire.

Fra l’altro, le incertezze finiscono per coinvolgere anche i contenziosi sorti in materia, per cui è prevista una lunga moratoria che però, a propria volta, è ancora lontana dal diventare legge dello Stato.


In attesa di saperne di più, l’UNI ha pubblicato recentemente un proprio documento tecnico molto particolareggiato, che potrebbe essere utile come punto di riferimento ufficioso. Nel documento, si prevede di suddividere tutti gli edifici in quattro classi, a seconda delle prestazioni di isolamento acustico offerte. Le prestazioni dovranno essere attestate da un tecnico abilitato, dopo apposito collaudo, che stabilirà un indice unitario e sintetico dell’isolamento acustico dell’edificio esaminato.

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