Patto di non concorrenza

di Stefania Russo Commenta

Il patto di non concorrenza è disciplinato dall'art.2125 del Codice civile e ha lo scopo di evitare che il prestatore di lavoro possa svolgere..

Il patto di non concorrenza è disciplinato dall’art.2125 del Codice civile e ha lo scopo di evitare che il prestatore di lavoro possa svolgere attività concorrenziali nei confronti dell’azienda stessa una volta cessato il rapporto di lavoro.

La norma prevede che tale patto deve necessariamente risultare da un atto scritto, a pena di nullità. Il patto può risultare anche da un atto separato rispetto al contratto di lavoro ed è nullo nel caso in cui non prevede un corrispettivo per il lavoratore e nel caso in cui non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo.


La durata del vincolo imposto dal patto, inoltre, non può avere una durata superiore ai cinque anni nel caso dei dirigenti e ai tre anni negli altri casi. Nel caso in cui sia stata stabilita una durata superiore questa si riduce automaticamente alla misura suindicata.

Nel patto, in particolare, devono essere espressamente indicate le mansioni che il prestatore di lavoro non potrà svolgere una volta cessato il rapporto di lavoro, purchè non si impedisca al lavoratore di svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Per quanto riguarda le limitazioni di luogo esistono diversi orientamenti. Il primo prevede che non si possa ricomprendere l’intero territorio nazionale in quanto in questo modo si limiterebbe eccessivamente la possibilità del lavoratore di trovare un nuovo impiego, mentre il secondo prevede addirittura che a fronte della crescente globalizzazione sia addirittura possibile estendere il limite ai paesi facenti parte dell’Unione europea.

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