Contratto di inserimento pre – riforma

di Vito Verna Commenta

Dopo esserci lungamente soffermati sul contratto di apprendistato pre - riforma torniamo a parlare della particolarissima e vasta categoria dei contratti cosiddetti di formazione grazie alle descrizione, puntuale ed esaustiva, del contratto di inserimento.

Contratto di inserimento pre - riforma

Dopo esserci lungamente soffermati sul contratto di apprendistato pre – riforma, ovverosia sul contratto di apprendistato così come sino ad oggi sarebbe stato conosciuto ed applicato dalla maggior parte degli italiani, torniamo a parlare della particolarissima e vasta categoria dei contratti cosiddetti di formazione (in accordo con la definizione ad essi data dal d.lgs. 276 del 2003 sul diritto-dovere di istruzione e di formazione) grazie alle descrizione, puntuale ed esaustiva, del contratto di inserimento.

NUOVI CONTRATTI DI LAVORO AGEVOLATI

CONTRATTO DI INSERIMENTO

Scopo ultimo del contratto di inserimento, come specificato nella sezione della succitata normativa dedicata, appunto, al contratto di inserimento, sarebbe quello di “realizzare, mediante un progetto individuale di adattamento delle competenze professionali del lavoratore a un determinato contesto lavorativo, l’inserimento ovvero il reinserimento nel mercato del lavoro”.

FAC-SIMILE CONTRATTO DI INSERIMENTO

Si evincono, da questa chiara e lampante descrizione, immediatamente i vantaggi di una tale forma contrattuale sia per il disoccupato, che per il giovane alla propria prima esperienza lavorativa che per il datore di lavoro.

LIMITE NUMERO CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO

I primi, infatti, avrebbero trovato nel contratto di inserimento una tipologia contrattuale il cui unico scopo sarebbe quello di facilitare, eventualmente anche attraverso specifici percorsi di riqualificazione, l’inserimento piuttosto che il reinserimento in un qualsiasi contesto aziendale che sappia, però, adattarsi alle esigenze ed alle capacità del futuro lavoratore (e non già, come solitamente avverrebbe, il contrario)

Il secondo, invece, potrebbe utilizzare codesto contratto, per un periodo compreso tra i 9 ed i 18 mesi (32 in caso di disabili) e con la promessa di conversione del 60% dei contratti di inserimento in contratti a tempo indeterminato, per non dover sopportare il costo fiscale e contributivo, in un particolare momento di difficoltà economico-finanziaria, di una qualsiasi altra forma contrattuale.

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