Assenza ingiustificata del dipendente

di Stefania Russo Commenta

Tra i doveri del lavoratore subordinato figura in prima linea quello di osservare gli obblighi di diligenza e correttezza, che a loro...

Tra i doveri del lavoratore subordinato figura in prima linea quello di osservare gli obblighi di diligenza e correttezza, che a loro volta comprendono l’obbligo di informare il datore di lavoro ogni volta che sia impossibilitato a raggiungere il posto di lavoro e di documentare in modo esaustivo le ragioni dell’astensione dallo svolgimento della prestazione lavorativa.

L’omessa preventiva o tempestiva informazione al datore configura l’ipotesi dell’assenza ingiustificata, intendendosi per tale quella non ascrivibile a cause oggettive che rendano impossibile la prestazione lavorativa.


Il tal caso, dunque, il datore di lavoro ha facoltà di avviare nei confronti del dipendente un procedimento disciplinare ai sensi dell’articolo 7 della legge 20.5.1970, n. 300, previa contestazione dell’addebito. Per poter avviare tale procedimento non è necessario che l’assenza ingiustificata abbia arrecato un danno all’organizzazione aziendale, essendo sufficiente la violazione da parte del lavoratore dei suoi doveri.

Nulla cambia nel caso in cui l’assenza ingiustificata derivi dal rifiuto del datore di lavoro a concedere uno o più giorni di ferie, anche nel caso in cui ci sia un notevole numero di giorni “arretrati” di cui il dipendente non ha ancora fruito. Secondo quanto previsto dall’art. 2109 del codice civile, infatti, la fissazione del periodo durante il quale il lavoratore può assentarsi per fruire del periodo di ferie spetta al datore di lavoro, tenuto conto delle esigenze dell’impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. Ne deriva quindi che è ingiustificata l’assenza per ferie qualora questa non sia stata autorizzata dal datore di lavoro, anche nel caso in cui il datore di lavoro abbia prima dato la sua autorizzazione e poi cambiato idea disponendo la prosecuzione dell’attività lavorativa.

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