Per i turisti, più scelte anticipate e meno last-minute

di Giuseppe Aymerich Commenta

Non sono solo le offerte nella distribuzione commerciale a subire un’evoluzione e una complessiva perdita d’appeal..

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Non sono solo le offerte nella distribuzione commerciale a subire un’evoluzione e una complessiva perdita d’appeal: anche nel settore dei viaggi e delle vacanze il 2009 ha registrato dei fenomeni inediti che per gli addetti ai lavori occorrerà monitorare anche negli anni a venire.

Per la prima volta dopo anni di scalata continua, ha iniziato a perdere smalto la formula del last-minute, che l’ultima estate ha visto calare il suo peso complessivo dal 31% dell’anno precedente al 29%. Intendiamoci, è pur sempre una percentuale ragguardevole, ma rimane un campanello d’allarme per gli operatori specializzati.


Il last-minute aveva avuto una certa fortuna perché consentiva viaggi talvolta notevoli a prezzi scontati; ma certamente ha rivestito una sua importanza anche l’effetto-novità. Ora che però quest’ultimo è dissolto, i viaggiatori hanno iniziato a valutare la questione con maggiore rigore.
Con il last-minute il viaggiatore deve spesso andare in luoghi che altrimenti desidererebbe visitare, e lo sconto solo per una minoranza di fortunati è davvero significativo: in moltissimi casi, infatti, si tratta di una modesta limatura sui prezzi ordinari.


Molte compagnie aeree, e di riflesso molti tour-operator, hanno preferito potenziare una soluzione alternativa che i clienti oggi sembrano preferire: organizzare le vacanze con largo anticipo (l’esatto contrario del last-minute) ottenendo così sconti ancora più sostanziosi. Le compagnie low-cost, d’altronde, fondano la loro fama proprio su questo meccanismo.

Ma non è solo un fattore economico: in questo modo il cliente ha maggiori possibilità di organizzarsi la vacanza che effettivamente desidera.

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