Abilitazione ingegnere

di Giuseppe Aymerich Commenta

Il numero degli iscritti all’Albo degli ingegneri complessivamente cresce: alla fine del 2008 il nostro Paese contava 213.399 ingegneri, pari ad oltre..

Il numero degli iscritti all’Albo degli ingegneri complessivamente cresce: alla fine del 2008 il nostro Paese contava 213.399 ingegneri, pari ad oltre 6.300 professionisti in più rispetto ad un anno prima.

Tuttavia, questo dato è ambivalente: se il numero complessivo è effettivamente cresciuto, si riduce invece notevolmente la somma di coloro che, ottenuta la laurea, si presentano poi all’esame di Stato per l’abilitazione professionale e lo superano.

In altre parole, l’età media degli iscritti tende a crescere, e se tale trend si confermerà negli anni a venire anche il numero complessivo inizierà a calare.


In effetti, nei dodici mesi considerati gli abilitati ai profili senior e junior della professione si sono ridotti rispettivamente del 9% e del 7%, un calo comunque minore rispetto a quello perfino più vistoso dell’anno precedente.

E cali ugualmente preoccupanti si registrano anche nella professione “gemella”, quella degli architetti.
Altrettanto significativo è notare che fino a pochi anni fa nove laureati su dieci ottenevano l’abilitazione, contro i sette su dieci odierni.

Pare, insomma, che l’iscrizione all’Albo non assuma più quell’appeal che pure aveva mantenuto non molti anni fa; ma sono gli stessi corsi universitari che hanno visto calare a poco a poco gli iscritti negli anni.


C’è poi un altro fattore: la formula “3+2”, messa da molte parti sotto accusa. La laurea triennale è vista come insufficiente da parte del mercato del lavoro, che invece richiede più spesso la più impegnativa laurea specialistica. Questo si traduce, in altre parole, in un rallentamento degli ingressi dei giovani nel mondo del lavoro rispetto ai vecchi tempi della laurea quadriennale.

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