Nuove norme “Brunetta” per i dipendenti pubblici (prima parte)

di Giuseppe Aymerich Commenta

Dopo i canonici quindici giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, entrerà definitivamente in vigore la riforma Brunetta..

ministro brunetta

Dopo i canonici quindici giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, entrerà definitivamente in vigore la riforma Brunetta sulle sanzioni per scarso rendimento dei dipendenti pubblici (gli ormai celeberrimi “fannulloni”).

Una prima versione della legge era stata varata e poi ritirata qualche mese fa, per migliorare alcuni dettagli a rischio di incostituzionalità. La nuova edizione è contenuta nel decreto legislativo n. 165/2009, licenziato pochi giorni fa dal Consiglio dei Ministri.

Vediamo, dunque, cosa cambierà per i lavoratori del comparto pubblico (circa 3.500.000, secondo la Ragioneria Generale dello Stato).


Sono individuabili quattro categorie di sanzioni. La prima è legata alle situazioni più gravi, che comportano l’immediato licenziamento del dipendente: si tratta dei casi in cui questi abbia esibito documenti e diplomi falsi per essere assunto o promosso, si sia dato malato sulla base di certificati medici fasulli (e per il medico c’è il rischio di radiazione), abbia subito l’interdizione dai pubblici uffici in seguito a condanna penale o si sia reso responsabile di azioni gravi e/o continuate di natura aggressiva, ingiuriosa o molestatrice verso colleghi e terzi.


È previsto ugualmente il licenziamento, ma al termine del periodo di preavviso, per chi si assenta dal lavoro per più di tre giorni nel biennio o più di sette giorni nel decennio senza giustificati motivi; non importa se i giorni di assenza siano o no consecutivi.

Analoga sorte a chi rifiutasse di trasferirsi da una sede all’altra (anche da un angolo all’altro del Paese), a meno che non vi siano motivi giustificati che sconsigliano il trasferimento, come potrebbe essere l’assistenza ad un congiunto ammalato.

Discorso simile, infine, per chi maturasse uno scarso rendimento sul lavoro: i “fannulloni” per antonomasia. Tutto da vedere, però, come si potranno fare le relative valutazioni.

Rispondi