Evasione fiscale agenzie funebri

di Giuseppe Aymerich Commenta

La Direzione Provinciale delle Entrate di Brescia sta indagando su un fenomeno di evasione fiscale inatteso..

La Direzione Provinciale delle Entrate di Brescia sta indagando su un fenomeno di evasione fiscale inatteso: quello delle pompe funebri.

In pratica, è già stata snidata una ventina di agenzie specializzate che hanno trovato il modo di risparmiare sulle tasse per i servizi prestati ai familiari dei defunti. Le indagini si sono concentrate sulla regione intorno alla cittadina di Salò, ma a questo punto è probabile che saranno presto estese a tutta la provincia.


La Direzione Provinciale ha deciso di vederci chiaro quando è emerso che il fatturato dichiarato complessivamente dalle agenzie del settore risultava sensibilmente inferiore rispetto a quanto sarebbe dovuto emergere: è bastato fare un rapido controllo sul numero dei defunti della zona negli ultimi anni per capire che qualcosa non tornava.

In particolare, le discrepanze fra i valori dichiarati dagli agenti onesti rispetto a quelli meno ligi erano davvero sensibili: se le dichiarazioni fossero state corrette, d’altronde, sarebbe emerso che oltre duemila persone del circondario avrebbero lasciato questa valle di lacrime senza alcun funerale nel biennio 2005-06.

In realtà, non sono stati escogitati complicati meccanismi di evasione a supportare i “furbetti del cimitero”: semplicemente buona parte delle prestazioni non veniva fatturata affatto, o (più frequentemente) era fatturata per importi drasticamente ridotti rispetto ai valori effettivi.


Come accennato, l’Agenzia ha richiesto alle anagrafi comunali un elenco dei defunti nei periodi d’imposta 2005 e 2006. Dopodiché, ha cercato di valutare il valore medio delle prestazioni funebri per determinare un minimo di ricavi da dichiarare, al di sotto dei quali ci doveva essere per forza qualcosa di losco.
È quindi partita una pioggia di avvisi di accertamento, e, a quanto è dato sapere, quasi tutti i destinatari hanno ammesso le proprie responsabilità per cercare di uscirne limitando i danni.

Fonte: Il Sole 24 Ore

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