Commercio al dettaglio

di Francesco Di Cataldo Commenta

settore non alimentare Il commercio è disciplinato dal D.leg.vo n. 114 del 31 marzo 1998, che ha semplificato..

settore non alimentare Il commercio è disciplinato dal D.leg.vo n. 114 del 31 marzo 1998, che ha semplificato e velocizzato il settore, adeguandolo ai maggiori paesi europei.

Non si devono più rilevare le vecchie licenze: per gli esercizi commerciali, la cui ampiezza non supera i 250 metri quadri nei comuni con più di 10.000 abitanti, ed i 150 metri quadri nei paesi con meno di 10.000 abitanti (piccoli esercizi commerciali), basta semplicemende trasmettere al Comune, Ufficio competente una comunicazione dell’apertura dell’esercizio.




E’ facoltà del nuovo imprenditore, rilevare una vecchia attività, se la posizione è redditizia e favorevole. I locali dovranno essere adeguati alla normativa vigente.

Non occorre più l’iscrizione al REC (Registro Esercenti di Commercio): questa iscrizione dovrà farla unicamente, dopo aver sostenuto un corso di formazione alla CCIAA, chi dovrà avviare un bar, un ristorante, un albergo o commercio di alimenti.

I settori merceologici, con la nuova riforma, oggi, sono raggruppati in due sole tabelle: alimentari e non alimentari.

Gli esercizi di vendita sono suddivisi in tre tipologie: si veda Art. 4. del D.leg.vo 31/3/98 n. 114 – Definizioni e ambito di applicazione del decreto. Requisiti: Per avviare un’attività commerciale occorre essere in possesso di alcuni requisiti morali previsti dall’art. 5, commi 2 e 4, del D.L.vo 114/98.

Non possono esercitare, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione: – coloro che sono stati dichiarati falliti; – coloro che hanno riportato alcune condanne penali o sono sottoposti a particolari misure di prevenzione. Il divieto di esercizio dell’attività commerciale permane per la durata di 5 anni.

ITER:

Entro 30 giorni dall’inizio dell’attività, la nuova ditta individuale deve procedere all’iscrizione del Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.

Le società non devono procedere a tale iscrizione in quanto già registrate attraverso un atto notarile.

Apertura partita IVA: (sempre entro 30 gg dall’inizio dell’attività, è consigliabile avere sin dal primo giorno la partita IVA, perché acquistando materiale necessario all’attività, vi verrà chiesta la partita IVA per la fatturazione) è necessario recarsi presso l’Ufficio delle Entrate Provinciale dove ha sede il domicilio fiscale, compilare il Mod. AA9/7 “DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITA”.

Il contribuente o il legale rappresentante deve compilare il suddetto modulo e presentarlo allo Sportello. L’Ufficio comunicherà immediatamente il numero di Partita Iva assegnato.

Non è prevista alcuna spesa per l’attribuzione della Partita Iva.

Comunicazione all’I.N.P.S. tramite un modello, reperebile allo sportello INPS o nel sito internet www.inps.it (allegando la visura camerale se l’attività è bar, ristorante o albergo).

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