Spese di rappresentanza, nessuna novità (quarta parte)

di Giuseppe Commenta

La prima riguarderà gli obblighi di documentazione: per poter dimostrare la correttezza delle deduzioni effettuate..

Salvo sorprese dell’ultim’ora, il decreto ministeriale conterrà anche altre due norme di grande interesse per tutti gli imprenditori.

La prima riguarderà gli obblighi di documentazione: per poter dimostrare la correttezza delle deduzioni effettuate in riferimento alle spese di rappresentanza, l’imprenditore dovrà conservare molti documenti. Oltre alle fatture e gli altri ordinari documenti, infatti, potrà essere richiesta la preparazione di un prospetto in cui si dettaglino tutte le spese di rappresentanza sostenute, nonché un secondo prospetto che specifichi per ciascun evento cui si è partecipato (feste, mostre ecc.) le indicazioni sulla durata, sulla natura e persino sui dati anagrafici dei clienti e delle altre personalità che vi hanno partecipato.


La seconda, invece, servirà per definire una nuova categoria di costi, le cosiddette “spese di ospitalità”, che non saranno in nessun caso da considerarsi spese di rappresentanza e dunque non saranno soggette a limiti particolari per la loro deducibilità.

Le spese di ospitalità saranno definite come gli oneri sostenuti per clienti (effettivi o potenziali) ospitati dall’impresa in occasione di fiere e altri eventi analoghi, oppure in occasione di visite agli stabilimenti produttivi dell’azienda.


È da notare che non si potranno considerare spese di ospitalità né quelle sostenute a favore dei clienti ma in occasioni diverse da quelle descritte, né tantomeno le spese sostenute a favore di soggetti diversi dai clienti effettivi o potenziali (fornitori, familiari…)
In definitiva, il quadro delineato è quello che emerge da molti giorni sui quotidiani specializzati. Tuttavia, giova ricordare che il famigerato decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze non è ancora stato varato ufficialmente e dunque potrebbe esserci ancora spazio per delle sorprese.

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