Operazioni rilevanti ai fini Iva casi particolari

di Stefania Russo Commenta

Sulla base di alcuni quesiti posti dai contribuenti, l'Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori delucidazioni in merito alle comunicazioni rilevanti...

Sulla base di alcuni quesiti posti dai contribuenti, l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori delucidazioni in merito all’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva di importo non inferiore a 3.000 euro, informando inoltre che a breve verrà reso disponibile un apposito software che renderà più semplice tale comunicazione.

I quesiti posti dagli utenti e a cui l’amministrazione finanziaria risponde, chiariscono meglio il campo di applicazione della normativa in riferimento ad ipotesi specifiche, in particolare:

COSTI COMUNICAZIONE OPERAZIONI OLTRE 3.000 EURO

Corrispettivi operazioni Snai: rientrano nell’obbligo di comunicazione, sempre che abbiano un importo non inferiore a 3.000 euro, i corrispettivi contenuti negli estratti conto Snai al gestore degli apparecchi e le fatture nei confronti del gestore stesso; i corrispettivi derivanti dalle giocate al Lotto da parte di soggetti privati.

Corrispettivi farmacie: vanno intese come operazioni soggette all’obbligo di comunicazione anche i corrispettivi delle farmacie in merito alle distinte riepilogative Asl.

Fatture particolari: in caso di fattura cointestata l’operazione dovrà essere comunicata da ciascuno dei cointestatari; in caso di fattura con sconto l’importo da tenere in considerazione è quello effettivamente incassato; la comunicazione, in caso di superamento della soglia prestabilita, è dovuta anche in caso di fattura riepilogativa, ossia contenente operazioni di natura diversa.

PROROGA COMUNICAZIONE OPERAZIONI RILEVANTI AI FINI IVA

Operazioni con soggetti privati: in questo caso il superamento della soglia di 3.600 euro deve essere verificando in riferimento alle operazioni effettuate a partire dal 1° luglio 2011, escludendo quindi quelle relative al primo semestre dell’anno.

Spedizioni di merci fuori dall’Italia: vanno comunicate solo quelle sia relative ad importazioni che ad esportazioni e effettuate fuori dall’ambito comunitario, in quanto queste ultime vengono già acquisite tramite i modelli Intra. I passaggi interni di beni tra attività separate non sono invece soggetti all’obbligo di comunicazione.

Chiarimenti arrivano anche per i contribuenti minimi, in particolare l’Agenzia delle Entrate ha spiegato che in caso di fuoriuscita da tale regime nel corso dell’anno, l’obbligo di comunicazione scatta solo nel caso in cui vengano realizzati ricavi superiori a 45.000 euro, in caso contrario l’obbligo di comunicazione scatta a partire dall’anno successivo. Discorso diverso è da fare per il soggetto che riceve fattura da parte di un contribuente minimo e che, a prescindere dagli obblighi di quest’ultimo, è tenuto ad effettuare la comunicazione in caso di superamento della soglia.

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