Novità lavoratori con partita Iva riforma del lavoro

di Stefania Russo 5

Secondo una recente stima in Italia sono oltre cinque milioni i lavoratori titolari delle cosiddette "false partite Iva"...

Secondo una recente stima in Italia sono oltre cinque milioni i lavoratori titolari delle cosiddette “false partite Iva”, ossia coloro che alla condizione di disoccupati hanno preferito aprirsi una partita Iva figurando quindi come lavoratori autonomi allo scopo di costare meno alla propria azienda, dal momento che nella maggior parte dei casi il committente risulta essere sempre lo stesso.

Tra gli obiettivi perseguiti dal ministro Fornero attraverso la sua riforma del lavoro figura anche quello di scoraggiare questa pratica, considerata un abuso nei confronti del lavoratore.

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L’idea è quella di mettere dei paletti, prevedendo che se il 75% dei ricavi percepiti dal titolare della partita Iva arrivano dallo stesso committente o se il rapporto di lavoro supera i sei mesi, allora non si è più di fronte ad una collaborazione ma ad un vero e proprio rapporto di lavoro dipendente. Nella maggior parte dei casi, infatti, i lavoratori titolari di partita Iva sono di fatto dei lavoratori dipendenti, l’unica differenza è che non possono godere dei diritti riconosciuti a questi ultimi, ovvero non hanno diritto a ferie, tredicesima, malattia, ecc. Inoltre devono provvedere da soli al versamento dei contributi.

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I paletti promessi dalla riforma, tuttavia, se da un lato vogliono scoraggiare questa pratica in modo tale da garantire ai falsi lavoratori autonomi gli stessi diritti dei lavoratori dipendenti, dall’altro rischiano di aumentare ulteriormente il tasso di disoccupazione. Sebbene molte aziende spesso approfittano del bisogno della scarsa domanda di lavoro per proporre ai lavoratori condizioni che questi sono costretti ad accettare per bisogno e non per scelta, una parte delle aziende che ricorrono a questa pratica lo fa perché non può permettersi di assumere un lavoratore dipendente, visti gli elevati costi che questo comporta.

Commenti (5)

  1. PER I PROCACCIATORI D’AFFARI E GLI AGENTI DI COMMERCIO MONOMANDATARI , CHE FACCIAMO LI MANDIAMO TUTTI A CASA?

  2. SI E’ APPRESO DAL TESTO DIFFUSO DAL GOVERNO CHE ANCHE I PROFESSIONISTI ISCRITTI AGLI ORDINI PROFESSIONALI DEVONO RISPETTARE I PALETTI DEL 75% E I SEI MESI , QUINDI UN COMMERCIALISTA CHE LAVORA CON UNA GRANDE AZIENDA IN MODO AUTONOMO ED E’ L’UNICO COMMITTENTE , DEVE FARSI SOLO ASSUMERE PER RISPETTARE LA RIFORMA DELLE P.IVA, URGE CHIARIMENTO IN MERITO .

  3. Bgiorno..ho sentito parlare poco tempo fa di questo argomento..chiedo a voi delucidazioni…mettiamo il fatto che in un’azienda..marito e moglie siano soci entrambi..solo uno lavora effettivamente,l’altro non ha mai lavorato ma ha sempre versato i contributi e pagato tutto quello che un lavoratore autonomo deve aver pagato,per percepire la pensione ad età raggiunta…chiedo a voi…a cosa vanno incontro sia l’azienda che il falso lavoratore…??

  4. Sono un agente di commercio settore edilizio che al 31/12/2012 chiuderò l’attività per vari motivi, uno di questi ,che credo sia il più importane, è il fatto che non riesco più a trovare ditte da rappresentare, vista l’eta ( 60 anni e 8 mesi) e per la grossa crisi del settore edilizio.
    Le domande che vorrei chiederVi sono due:
    La prima è sapere se posso usufruire ( visto che sono um lavoratore autonomo) della eccezione fatta nel mese di Febbraio 2012 sulla legge delle pensioni per i nati nel 1952, cioè ( al raggiungimento dei requisiti di 36 anni di contributi e 60 anni di età al 31/12/2012 si può fare domanda di pensione con il primo pagamento a 64 anni)
    La seconda è sapere se posso ottenere l’ndennità di disoccupazione nel momento in cui chiudo l’attività.
    Vi prego datemi una risposta.
    Un ringraziamento anticipato Giancarlo.

  5. …da me hanno già provveduto ad aggirare la norma: una fattura all’anno la farò direttamente ad un cliente del titolare dello studio. Ottima mossa Ministro.

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