La crisi del cinema italiano

di Francesco Di Cataldo Commenta

Aggiornamento: dal 2004, dopo il decreto Urbani, anche in Italia è permesso di inserire la pubblicità nei film con la pratica..

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Con l’avvento della compressione dei file musicali e video che è in grado di comprimere un file digitale di svariati gigabyte in qualche centinaia di megabyte, ma soprattutto con l’avvento della banda larga che sta diventando ormai un must per ogni abitazione, la gente ha cominciato a scaricarsi i film dalla rete sfruttando i famosi programmi di file sharing come ad esempio “EMULE” considerato dagli esperti il migliore in assoluto.




Il nome evoca appunto un mulo considerato uno degli animali in grado di lavorare per tantissime ore senza accusare fatica, ed è proprio così che il software emule è in grado di rimanere in download per moltissime ore facendo scaricare in poco tempo grandi quantità di film e canzoni.

Per far si che Emule fornisca banda in download, ovvero si metta a scaricare, ogni utente deve fornire un certo quantitativo di file da condividere, più si condividono file, più emule fornisce banda e lo scaricamento diventa veloce.

Scaricare film protetti da copyright è un reato poichè si viola l’articolo 171 ter del codice di procedura penale e questo potrebbe creare non pochi problemi a colui che lo viola.

I dati statistici affermano che l’utente medio preferisce violare la legge piuttosto che comperare un film o una canzone originale e questo perchè un cd arriva a costare anche 25 euro (e in genere ci sono all’interno solamente una decina di canzoni) e un dvd anche di più con all’interno sempre più spesso un film di pessima qualità.

La crisi del cinema è evidente e questo oltre che a colpire tutto il mondo colpisce anche l’Italia e il suo cinema italiano.

Spesso però la crisi non è causata solamente dalle persone che scaricano film dalla rete gratuitamente senza pagare i diritti di copyright, ma sempre più frequente è una cattiva produzione.

Quante volte è capitato di andare al cinema o affittare un dvd e dover vedere un film orrendo?

In Italia c’è una legge che stabilisce che ogni casa di produzione può partecipare a un bando di concorso per ottenere un finanziamento per la produzione di un film e spesso questo finanziamento lo ottengono le solite case di produzione.

Una volta ottenuto il finanziamento dallo stato, la casa di produzione inizia la realizzazione del film già con i soldi in tasca e questi soldi andranno restituiti solamente se il film incasserà e sarà in attivo.

In questo modo si capisce che qualche casa di produzione non ha nessun interesse di realizzare un film di qualità poichè i soldi sono già stati incassati e forse anche spesi risparmiando in tutto sulla realizzazione del film che dovrebbe essere la prima fonte di guadagno.

Il garante dello stato stabilisce anche che durante la produzione del film non debbono essere presenti contenuti pubblicitari che però arrivano lo stesso per vie traverse e sottoforma di pubblicità occulta illegale
.

Secondo voi non sarebbe meglio che, anzichè esserci finanziamenti dalla stato, ci fosse la possibilità di fatturare legalmente quelle pubblicità occulte presenti in ogni caso durante tutta la durata del film in modo da poter gestire tutta la realizzazione del film senza l’ausilio dello stato?

Questa soluzione è stata adottata negli Stati Uniti e a quanto pare funziona e la casa di produzione si autofinanzia il film attraverso le pubblicità e la vendita del film di qualità realizzato in modo che non vengano sprecati soldi pubblici per la produzione di film fuffa che spesso non arrivano nemmeno nei cinema.

Aggiornamento: dal 2004, dopo il decreto Urbani, anche in Italia è permesso di inserire la pubblicità nei film con la pratica definita PRODUCT PLACEMENT che consente di inserire pubblicità nei film andando a sopperire i finanziamenti dello stato.

Il problema è che il PRODUCT PLACEMENT viene sfruttato solamente dalle grandi case produttrici e spesso proprio le grandi case di produzione preferiscono continuare a inserire pubblicità occulta nei film e ottenere anche i finanziamenti dallo stato.

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