Alti e bassi per il mercato degli ingegneri

di Giuseppe Aymerich Commenta

Sono complessivamente soddisfacenti i risultati delle analisi del consorzio Almalaurea sulle prospettive occupazionali dei..

Sono complessivamente soddisfacenti i risultati delle analisi del consorzio Almalaurea sulle prospettive occupazionali dei laureati in ingegneria, ma con diversi punti deboli di cui tener conto.

Gli ingegneri, in effetti, godono della fama di essere coloro che prima di ogni altro reperiscono un impiego (la metà di loro trova occupazione in un paio di mesi), ma il discorso non è uniforme fra i molti rami della laurea.


Attualmente sono in netta crescita da parte delle aziende soprattutto le richieste di ingegneri meccanici: si caratterizzano per disporre di competenze tecniche molto approfondite ma anche per essere professionisti molto versatili.

E la versatilità è una dote molto apprezzata anche negli ingegneri gestionali, utili anche in ambiti più propriamente economici come l’organizzazione e la gestione del personale.


Cresce anche la richiesta di ingegneri elettrici e ambientali, in vista della profonda riconversione del nostro sistema energetico verso le fonti rinnovabili e dei crescenti obblighi di tutela della natura.

Stabile, a buoni livelli, anche la domanda di ingegneri elettronici.
Molto in difficoltà, invece, sembra essere la categoria più tradizionale, quella dell’ingegneria civile e edile, che più di altre sta soffrendo la crisi in atto a causa della saturazione del mercato, che colpisce anche coloro che tentano la strada della libera professione.

Poco richiesti, in genere, sono anche i laureati triennali di ogni tipo, considerati sprovvisti di conoscenze sufficienti da far valere.

Situazione difficile anche per i tradizionali “cugini” degli ingegneri, gli architetti, i quali in grande maggioranza si trovano a scegliere la strada della libera professione non solo o non tanto per vocazione personale ma anche per la scarsa richiesta da parte delle aziende, che li vedono a ragione o a torto come figure troppo lontane dalle loro esigenze comuni.

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