Crociere, un comparto a gonfie vele

di Giuseppe Aymerich Commenta

Per il turismo, il 2009 è stato ovunque un anno molto difficile, a causa della crisi che ha spinto italiani e stranieri a tagliare le spese non necessarie, fra cui le vacanze..

Per il turismo, il 2009 è stato ovunque un anno molto difficile, a causa della crisi che ha spinto italiani e stranieri a tagliare le spese non necessarie, fra cui le vacanze.

Una controtendenza arriva però da un comparto tradizionale, quello delle crociere, che da qualche anno è rinato a novella vita. “Il Sole 24 Ore” ha svolto un’interessante analisi sul settore, interpellando gli amministratori delegati dei due giganti che operano in Italia, Costa Crociere e MSC Crociere.


Per entrambe, l’anno passato si è chiuso con risultati molto positivi e le prospettive per il 2010 sono ancora più rosee. Costa ha visto crescere il suo fatturato del 9%, arrivando a trasportare la bellezza di 1,3 milioni di passeggeri, mentre a seguire MSC si avvicina ad insidiare il primato dei rivali, a quota 1,1 milioni. I biglietti di Costa, tuttavia, appaiono molto più cari, dato che il suo fatturato si attesta a 2,5 miliardi di euro contro il miliardo di MSC.

Che il momento sia positivo è dimostrato anche dai piani ambiziosi dei due colossi; entrambi, infatti, si apprestano ad aumentare le proprie già consistenti flotte: rispettivamente quindici e dieci navi, che diverranno diciassette e undici già nei prossimi mesi con il varo di lussuosi natanti nuovi di zecca.


Per chiudere il panorama numerico, basti dire come anche il personale continui a crescere: sedicimila dipendenti per Costa, dodicimila per MSC, e le assunzioni non si fermano.
Ma non sono tutte rose e fiori: entrambi i responsabili delle aziende descritte lamentano scarsa collaborazione delle autorità locali per valorizzare l’imponente flusso turistico che le navi da crociera riversano sulle città. Le integrazioni con i servizi turistici cittadini sono scarse, e anche le infrastrutture di collegamento languono.

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