Cinema, pochi big e mille formiche

di Giuseppe Aymerich Commenta

Basandosi sui dati del Cerved, la fondazione Ente dello Spettacolo ha eseguito un’indagine statistica sullo stato dell’arte..

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Basandosi sui dati del Cerved, la fondazione Ente dello Spettacolo ha eseguito un’indagine statistica sullo stato dell’arte nell’industria cinematografica italiana. I dati si riferiscono complessivamente ai tre grandi segmenti del reparto: produzione, distribuzione e proiezioni.

L’analisi ha messo in luce l’esistenza di oltre novemila aziende operanti in Italia, ma di esse solo centosettantuno vantano un fatturato superiore al milione di euro: si tratta fondamentalmente di aziende legate ai gruppi Rai e Mediaset o alle grandi holding internazionali.


Più della metà delle imprese, invece, addirittura non costituisce neanche una società di capitali: si tratta cioè di società di persone quando non di semplici ditte individuali.

D’altronde, appare come un’informazione molto significativa il fatto che l’ultima società di capitali del settore è nata ben quattro anni fa.


Questo dato si lega strettamente ad un altro fornito all’ente previdenziale Enpals, e cioè il fatto che la maggioranza dei lavoratori del settore in realtà, opera anche in altri ambiti e il lavoro nel cinema è spesso un’attività secondaria. In tutto, comunque, le posizioni previdenziali aperte presso l’Enpals risultano quasi ottantamila.

In altre parole, sono davvero poche le imprese che dominano il mercato, a fronte di uno stuolo enorme di piccole aziende e lavoratori a tempo perso che occupano posizioni di nicchia.

Infine, si calcola che in Italia nel 2008 siano stati prodotti in tutto centoventitre film, di cui una trentina realizzati a livello amatoriale da dilettanti ed esordienti.

Nelle sale, dunque, è invece arrivata la restante novantina, un dato in perfetta continuità con quelli registrati negli anni precedenti.

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