L’illuminotecnica punta tutto sull’export

di Giuseppe Aymerich Commenta

In Italia operano numerose fabbriche specializzate nell’ampio e diversificato settore delle tecniche di illuminazione..

In Italia operano numerose fabbriche specializzate nell’ampio e diversificato settore delle tecniche di illuminazione.

Come per quasi ogni altro settore manifatturiero, anche l’illuminotecnica ha sofferto sensibilmente per la crisi. Un’occasione d’incontro per fare il punto della situazione è stata offerta dalla recente fiera internazionale di Francoforte, in Germania: come in eventi analoghi che hanno coinvolto altri comparti industriali, anche in questo caso l’aria che si respira è quella di un moderato ottimismo sulle possibilità di ripresa.


Sul versante dei prodotti, si nota soprattutto l’esplosione della tecnica led, destinata probabilmente ad uno sviluppo trascinante.

Il punto è che le aziende italiane realizzano la maggior parte delle loro produzioni su commesse provenienti dall’estero: facile, quindi, comprendere come l’evoluzione dell’economia internazionale incida pesantemente (in positivo o in negativo secondo i momenti) sul volume d’affari complessivo.

Gli operatori sembrano comunque concordare sui mercati di sbocco più interessanti e ricchi di prospettive: l’Africa settentrionale, il Medio Oriente e l’India. È infatti da lì che sono provenuti, negli ultimi anni, gli ordini più significativi, per lo più da amministrazioni pubbliche preoccupate di illuminare strade o aeroporti: questa tendenza si è anzi rafforzata a Francoforte, da cui gli industriali italiani sono tornati soddisfatti dopo aver stipulato nuovi e promettenti contatti d’affari.

Più complesso il discorso relativo alla Cina e all’Estremo Oriente: alcuni imprenditori riferiscono di tenere in piedi numerosi affari, altri ritengono invece di non essere in grado di competere con i prezzi dei produttori locali.


Concordano invece, tutti quanti, sulla situazione disastrosa del mercato russo e dell’Europa orientale, che pure prometteva bene alcuni anni fa: gli ordinativi sono sempre di meno. Infine, è sempre rimasta modesta la domanda proveniente dall’Europa occidentale e dalle Americhe, e non vi sono all’orizzonte segnali di miglioramento.

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